Rdc: Di Maio accusò ‘furbetti’, a Camera questione insindacabilità per querela

Roma, 15 mar. (AdnKronos) – E’ stata trasmessa alla Giunta delle Autorizzazioni della Camera la richiesta presentata dal gip del Tribunale di Roma per valutare se siano insindacabili, in quanto pronunciate nell’esercizio del mandato di deputato e quindi non perseguibili, le affermazioni del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, contro i ‘furbetti’ a caccia del reddito di cittadinanza ed in particolare contro l’Alpaa (Associazione lavoratori produttori agroalimentari ambientali) di Palermo.

In particolare, la vicenda prende le mosse da un servizio che fu mandato in onda il 27 gennaio scorso su La7 dalla trasmissione ‘Non è l’arena’, nel quale una telecamera nascosta documentava i consigli con cui un dipendente Caf suggeriva di aggirare le norme predisposte per ottenere il reddito di cittadinanza.

La reazione di Di Maio fu immediata, per assicurare che sarebbero state disposte subito azioni per colpire il Caf in questione. Il ministro, tra l’altro, chiamando in causa l’Alpaa, sottolineò che ”è federata con la Flai Cgil” e quindi suggerì al segretario Maurizio Landini, di ”accertare con chi si vadano a federare” e di ”prendere dei provvedimenti nei confronti di questo signore”.

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