Brexit: State Street, investitori sempre più divisi, 22% vuole disinvestire (2)

(AdnKronos) – Il sondaggio ha inoltre rilevato che, mentre l’80% degli investitori prevede che la Brexit avrà un certo impatto sul proprio modello operativo, la percentuale di coloro che si aspettano un impatto significativo è salita al 22% rispetto al 19% del quarto trimestre. Il 29% degli investitori istituzionali ritiene che i proprietari di asset incrementeranno i livelli di rischio dei propri investimenti nei prossimi tre-cinque anni. Ma la percentuale di coloro che pensano di ridurre il livello di rischio è scesa al 40% rispetto al record del 43% registrato nel trimestre precedente.

Inoltre, più di un terzo degli investitori istituzionali (35%) ritiene che la propria società utilizzerà più sedi di domiciliazione transnazionali per le attività legate ai fondi: in particolare i gestori indicano Irlanda (46%), Lussemburgo (36%) e Germania (27%) come i Paesi più interessanti.

“La sterlina continua a essere sottovalutata per via delle persistenti incertezze legate alla Brexit e ai forti rischi politici”, ha affermato Bill Street, responsabile degli investimenti per l’area Emea di State Street Global Advisors. “I movimenti dei tassi di cambio sono stati modesti, registrando un rally quando sembrava si stesse giungendo a un accordo per poi scendere con il persistere delle incertezze. I movimenti di mercato della sterlina indicano che gli investitori sono concordi sul fatto che il rischio di coda del no-deal sia basso. Tuttavia, le opinioni sul risultato della Brexit nel medio termine sono contrastanti e questo rappresenta un’opportunità di mercato per chi è fiducioso sul risultato politico finale”.

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