Lampedusa, sbarcati migranti: nave sequestrata

Palermo, 19 mar. (AdnKronos) – La nave Mare Jonio entra nel porto di Lampedusa e viene sequestrata, ma i 48 migranti sbarcano. Tra questi 12 minori. I naufraghi saranno accompagnati dalle forze del’ordine nell’hotspot di contrada Imbriacola. A quanto apprende l’Adnkronos, la nave della Ong sarebbe sottoposta a sequestro probatorio per iniziativa della Polizia giudiziaria. Mercoledì mattina, apprende ancora l’Adnkronos, l’equipaggio sarà interrogato dal Procuratore aggiunto Salvatore Vella, insieme con un pubblico ministero. Saranno anche sentiti i migranti che erano a bordo. La Procura cercherà di capire se l’equipaggio ha agito per “stato di necessità”. Subito dopo valuterà il da farsi.

“Sequestrata la nave dei centri sociali. Ottimo. Ora in Italia c’è un governo che difende i confini e fa rispettare le leggi, soprattutto ai trafficanti di uomini. Chi sbaglia paga”, le parole del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, per il quale la nave non era in “pericolo di affondamento né rischio di vita per le persone a bordo, come documentato da foto, nessun mare in tempesta. Ignorate le indicazioni della Guardia costiera libica che stava per intervenire, scelta di navigare verso l’Italia e non Libia o Tunisia, mettendo a rischio la vita di chi c’è a bordo, ma soprattutto disobbedienza, per ben due volte, alla richiesta di non entrare nelle acque italiane della Guardia di Finanza. Se un cittadino forza un posto di blocco stradale di Polizia o Carabinieri, viene arrestato. Conto – ha sottolineato – che questo accada”. ”Ringrazio per l’impegno e la professionalità le donne e gli uomini di Guardia di Finanza, Guardia Costiera e Polizia di Stato – ha aggiunto -. Hanno permesso di ottenere questo risultato positivo per il rispetto della legge e della sicurezza nazionale”.

Lo sbarco a Lampedusa per Salvini non è un caso. Intervistato a Radio Radio, il vicepremier ha affermato: “Coincidenza tra il caso di Nave Jonio e il voto sulla Diciotti? Io credevo a Babbo Natale fino a che avevo 8 anni. Poi un amichetto mi ha detto: ‘guarda che nell’armadio trovi i regali che ti portano mamma e papà’. Mi è crollato il mondo addosso. Ma da allora ho smesso di credere in Babbo Natale. Questo presunto salvataggio di questa nave gestita dai centri sociali era organizzato da giorni”, accusa.

“Oggi alle 13 – ha aggiunto – ho incontrato il capo delle capitanerie di porto, della Finanza, della Polizia, dei servizi segreti esterni. Ho dettagli, ho numeri: è certo che questa nave è inserita in un traffico di essere umani. E quindi conto che nei prossimi minuti arrivi dall’autorità giudiziaria e forze dell’ordine quello che consegue a chi viola la legge”.

“Se non c’è il sequestro del mezzo, non sbarca nessuno”, aggiunge il ministro dell’Interno. Qui, inoltre, “rispetto ai casi di precedenti, non c’era un invito formale di una forza pubblica a fermarsi, in questo c’è stato e per ben due volte è stato rifiutato. Usano gli immigrati per scopi di propaganda politica. Provano a farsi passare per buoni, quelli che invece mettono a rischio decine di vite”.

DI MAIO – ”Ho sentito anche poco fa il ministro dell’Interno e il presidente del Consiglio e quello che si evince dalle carte che abbiamo è che questa nave sembra non abbia rispettato le regole nel Mediterraneo, non abbia obbedito agli ordini della Guardia costiera libica e fa ancora più male perché questa volta è una Ong che batte bandiera italiana. Quindi abbiamo la doppia responsabilità di verificare la legalità”, ha detto il vice presidente del Consiglio dei ministri Luigi di Maio a Melfi, in provincia di Potenza. ”L’unica cosa che dico – ha aggiunto – è che si deve risolvere in poco tempo, quindi mi auguro che nelle prossime ore arrivino le soluzioni perché dobbiamo tutelare la vita umana e allo stesso tempo dobbiamo tutelare la legalità, altrimenti ci ritroviamo poi dieci navi che fanno quello che ha fatto questa Ong”.

”Non sarà un altro caso ‘Diciotti’ – aggiunge – perché si deve risolvere presto, subito, senza perder tempo, ma siamo in contatto e perfettamente allineati nel Governo”.

VIMINALE – Secondo fonti del Viminale, la nave “ha disobbedito per ben due volte all’ordine della Guardia di Finanza di spegnere i motori. È come un’auto che non rispetta l’alt di un posto di blocco. Il mare non era mosso né c’era pericolo di affondamento”. Lo riferiscono fonti del Viminale, all’esito del tavolo permanente che ha rilevato alcune violazioni commesse dalla nave della Ong Mediterranea, ferma a poche miglia da Lampedusa cona bordo 49 migranti salvati al largo della Libia

La Mare Jonio “era più vicina a Libia e Tunisia ma ha fatto rotta verso l’Italia, sottoponendo gli immigrati a un viaggio più lungo. La nave non ha avvisato Malta. Ha disobbedito alle indicazioni della guardia costiera libica”. Un comportamento che dimostra, secondo il Viminale, “il chiaro intento di voler portare in Italia immigrati clandestini. Nelle ultime ore, a conferma che la presenza di navi Ong è un incentivo alle partenze, si sarebbe verificato un naufragio davanti alla costa di Sabrata”.

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