Olivicoltura, Maglione (M5S) e Sottosegretario Pesce: “Rete e prodotti di qualità, così rinascono le aree interne”.

Individuare e puntare sulle leve strategiche per lo sviluppo del settore olivicolo per farne un comparto decisivo dell’economia delle aree interne.

Nella tavola rotonda che si è riunita stamattina presso la Camera di Commercio di Benevento, su iniziativa del deputato e portavoce M5S Pasquale Maglione, una delle questioni affrontate è stata proprio l’individuazione dei limiti e delle potenzialità del comparto olivicolo nelle aree interne della Campania. Un settore complesso che va riorganizzato alla luce delle tante realtà produttive che lo compongono e delle difficoltà per gli olivicoltori che accolgono la sfida di produrre olio di alta qualità, di raggiungere un adeguato livello di redditività.

Proprio la redditività e di conseguenza la sostenibilità del settore, è uno dei temi su cui ha posto l’attenzione Alessandra Pesce, sottosegretario alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e del Turismo. Il sottosegretario in riferimento al Piano olivicolo nazionale, di cui il governo sta aumentando la dotazione finanziaria, ha spiegato che l’unico modo per competere sul mercato globale “è differenziarsi”, puntando “su prodotti di alta qualità” difficilmente riproducibili da altre realtà, se non a costi più elevati. Un obiettivo da raggiungere anche attraverso la crescita della consapevolezza dei consumatori, cui spetta l’onore di riconoscere e scegliere i prodotti di qualità.

Temi ripresi anche negli interventi degli ospiti che hanno contribuito al confronto: Aurelio Grasso, VicePresidente della Camera di Commercio di Benevento; Antonio Cappetta, Prefetto di Benevento; Giampaolo Parente, Dirigente Uod Regione Campania Assessorato Agricoltura; Raffaele Amore, presidente Cia Benevento; Alfonso Ciervo Agrocepi Benevento; Michele Russo Presidente Anfo; Gennarino Masiello, Presidente Coldiretti Campania.

“L’auspicio è che questo confronto – ha commentato Maglione – nel cogliere ed esaminare le peculiarità e i problemi che investono il sistema olivicolo-oleario locale, possa contribuire all’individuazione dei meccanismi più idonei per riqualificare l’intero settore. Con oggi non crediamo di aver concluso un iter – ha concluso il deputato – ma di aver avviato un percorso che possa portare attraverso l’uso efficiente delle risorse, l’innovazione, la comprensione e la valorizzazione delle biodiversità, a una nuova rinascita dell’olivicoltura campana”.

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