Migranti: Mediterranea, ‘Su ‘Alan Kurdi’ Viminale mente per coprire abusi e violazioni’

Palermo, 5 apr. (AdnKronos) – “Sul caso di Nave Alan Kurdi di Sea Eye il Viminale continua a mentire per coprire abusi e violazioni. Andiamo per ordine. Il Viminale dice che le persone sono state salvate a ridosso della Libia. Falso. Il salvataggio è avvenuto in acque internazionali, dunque fuori dalle acque territoriali libiche”. È quanto scrive Mediterranea Saving Humans, la rete delle associazioni italiane che con Nave Mare Jonio monitora l’area del Mediterraneo centrale, in una nota.

“Il Viminale dice che la Alan Kurdi avrebbe dovuto riportare le persone in Libia – prosegue Mediterranea- È falso. Avrebbe violato l’articolo 33 della Convenzione di Ginevra oltre alla Convenzione di Amburgo del 1979. La Libia non è un porto sicuro (forse dovremmo avvisarlo che a Tripoli è in corso una guerra tra milizie armate). Il Viminale dice che le donne e i bambini hanno rifiutato di scendere. Falso. Hanno rifiutato di essere separati dai loro familiari. Aver provato a farlo da parte delle autorità è un grave reato, oltre che una cosa indegna”.

“Il Viminale dice che dovrebbe occuparsene la Germania. Falso. La legge parla chiaro: va assegnato il porto sicuro più vicino e in tempi più rapidi possibili. Non si possono fare trattative con le persone trattenute in mare”, prosegue. “Perché tutte queste bugie – conclude Mediterranea Saving Humans – intrise di odio e propaganda?”.

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