“La scuola è precaria. Per un’altra scuola: confrontiamoci.”

Su iniziativa della Senatrice di Forza Italia, Sandra Lonardo, si è tenuto, stamani, a Caserta, il convegno “La scuola è precaria. Per un’altra scuola: confrontiamoci.”. All’incontro, moderato dal Direttore del giornale online “Appia Polis”, Francesca Nardi, sono intervenuti: il Presidente della Provincia di Caserta, Giorgio Magliocca; la giurista, esperta di politiche scolastiche, Anna Monia Alfieri; la Presidente Prov.le ANP (Ass. Naz. Presidi ed Alte Professionalità della Scuola), Adele Vairo; il presidente dell’Associazione nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori (AnDDL) e coordinatore UIL Scuola precari; Pasquale Vespa; la Segretaria Regionale FLC CGIL Campania, Gaetanina Ricciardi; la Segretaria Regionale CISL Campania, Doriana Buonavita; per la Segreteria Regionale SNALS Campania, Gaetanina Ricciardi; l’Onorevole di Forza Italia, Carlo Sarro, e l’Europarlamentare di Forza Italia, Aldo Patriciello.
“Mentre questo Governo Giallo Verde continua a discutere tra sé, a litigare, a riappacificarsi, a non aprirsi ad un confronto con l’opposizione, a non rispondere alle nostre innumerevoli domande, noi continuiamo a lottare perché crediamo in ciò che facciamo. – dichiara la Lonardo – Ed oggi ci siamo ritrovati qui, a Caserta, per portare avanti una battaglia importante, quella relativa alla scuola, cui mi sono appassionata allorquando sono venuta a conoscenza delle gravi problematiche dei precari. Ho presentato, così, da allora, interrogazioni e mozioni in Senato, mi sono confrontata, e continuo a farlo, sto ricercando, studiando ed, in effetti, debbo rilevare che la scuola, purtroppo, ha perso la sua credibilità nel tempo, l’ha persa ingiustamente: non è piu come era una volta. Mi preme, pertanto, ringraziare tutti i relatori intervenuti, per aver accolto il mio invito ed il mio grido di allarme perché non possiamo arrenderci, mai!”
“Dobbiamo combattere – prosegue – perché la scuola crea il futuro di un popolo e, pertanto, dovrebbe essere sempre  all’attenzione delle classi dirigenti,  affinché ci possano essere certezze, benessere, regole, ordine, sicurezza, ausili, innovazione e tecnologia. Purtroppo, allo stato attuale, così non è: la precarietà la fa da padrona ed è diventata strutturale. Certo, di problematiche se ne riscontrano tante, io le ho volute racchiudere e sintetizzare in 3 punti chiave: stabilizzazione del personale Docente ed ATA; formazione; investimenti per la sicurezza”.
“Slogan populisti e propagandistici del tipo “largo ai giovani”, infatti, – spiega – fanno presa sulla massa, ma celano il genocidio prossimo venturo per i precari di terza fascia. In nome del cambiamento, il Governo si appresta a lanciare alla platea agognante, un futuro concorso a scapito dei precari che, in un angolo, aspettavano la stabilizzazione. È fondamentale che il Governo riconosca la validità del titolo e del servizio prestato presso le scuole paritarie per l’accesso al “Concorsone” perché anch’esse sono scuole pubbliche, come stabilisce la Costituzione”.
“La formazione, inoltre, – prosegue – è quantomai necessaria; ma parliamo di una formazione che vada strutturata secondo i bisogni. Per essere di qualità, infatti, una scuola deve essere competente sul piano culturale, metodologico e didattico, perché si parla di scuola inclusiva ma il più delle volte sembra essere una scuola esclusiva: si tutelano sempre i soliti e mancano le competenze adeguate perché un bambino in difficoltà possa sentirsi incluso”.
“Gli investimenti nella scuola? – chiede –
Il primo è indubbiamente quello sulla sicurezza. Abbiamo scuole fatiscenti per cui i sindaci sono costretti a chiuderle al primo soffio di vento ma non perché vogliano. Se sono in situazione precarie, anche una folata di vento può far cadere un pezzo di cornicione, questo perché, negli anni passati, ci sono stati interventi solo di facciata e non strutturali”.
“Il più delle volte, – conclude – gli edifici scolastici andrebbero buttati giù e ricostruiti d’accapo; così come, per analogia, la scuola, avrebbe bisogno di una riforma strutturale, che parta dalla scuola dell’infanzia, perché, al momento, non ci sono altro che rattoppi. Ecco perché ci tengo molto che le relazioni di tutti gli intervenuti oggi siano messe agli atti per fare in modo che le cose che ci siamo detti non restino in questa sala ma vadano oltre ed arrivino anche sulla scrivania del Ministro”.

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