Inps: Loy (Vigilanza), ‘per fare più quota 100 tirato freno su altre pratiche’

Roma 16 apr.(AdnKronos) – “L’Istituto è organo del ministero del Lavoro, suo azionista. E da sempre molto attento alle direttive politiche. Ora però assistiamo a una forzatura molto evidente su quota 100, tradotta anche in circolari per spingere le sedi a lavorare soprattutto le nuove pratiche. Meno sul reddito, perché in quel caso il controllo delle domande è automatizzato”. Ad affermarlo in una intervista a ‘La Repubblica’ è Guglielmo Loy, ex segretario confederale Uil, da dicembre 2017 presidente del Civ, il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps composto da 22 membri designati da sindacati e imprese.

Ma è giusto congelare alcune pratiche per favorire quelle che stanno a cuore alla politica? “I principi di efficienza e solidità dell’Inps andrebbero difesi sempre: prima si paga e in modo corretto, meglio è per l’utente. Tra l’altro, nel caso di quota 100 si è derogato all’obbligo di pretendere il certificato Unilav. Se si accerterà che qualcuno prende la pensione e ancora lavora, l’Inps dovrà procedere alla revoca. Un processo complicato” spiega Loy.

“Se tutte le prestazioni sono state accelerate, ben venga. Ma qui sembra che per fare più quota 100, si sia tirato il freno con gli assegni di invalidità, le reversibilità, le ricongiunzioni, il cumulo, i servizi alle imprese, il Durc” sottolinea il presidente del Civ .

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