Conti pubblici: Moody’s, da invecchiamento Italia pressioni su spesa e non solo

Milano, 18 apr. (AdnKronos) – L’invecchiamento della popolazione italiana comincia a farsi sentire sui conti e sulla spesa pubblica e, in futuro, sarà sempre peggio. Almeno questo è il messaggio di un nuovo report di Moody’s, che lancia l’allarme sui rischi per l’economia in un Paese dove l’età media delle persone comincia a essere troppo alta. Già oggi, “l’Italia è il terzo Paese più vecchio al mondo, con un’età media di 46 anni” e “se l’invecchiamento, che ridurrà la forza lavoro nei decenni a venire, sta già colpendo le finanze pubbliche, presto – osserva Moody’s – danneggerà altri settori dell’economia”, tra cui il real estate, la ristorazione e la moda.

Cosa immagina l’agenzia di rating? Un futuro dove “i governi regionali potrebbero sentire il peso dei costi crescenti dell’assistenza sanitaria, che già oggi esercitano un notevole sforzo sui bilanci”. Il mercato immobiliare, ad esempio, dovrebbe affrontare il calo degli “acquirenti di prime case, che si porterebbe giù anche domanda e prezzi”. L’impatto per il settore finanziario sarà forse ambivalente perché “il calo della domanda di credito potrebbe essere potenzialmente compensato dalla crescente domanda di prodotti assicurativi vita”.

Nel settore corporate, il problema sarà un altro. “Trasporti, ristoranti, abbigliamento e calzature soffriranno perché gli anziani spendono meno in queste cose”, spiega Ernesto Bisagno, Vice Presidente di Moody’s – Senior Credit Officer. “Tuttavia, alcune aziende del settore alimentare, assistenza medica e assistenza domiciliare potrebbero effettivamente beneficiare”. Moody’s si aspetta anche che le differenze geografiche nel mercato del lavoro continuino con una popolazione più anziana, con la disoccupazione che rimarrà più elevata al Sud rispetto che al Nord.

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