Pentito Mutolo: “Buscetta amico carismatico, vedrò il film”

Palermo, 19 apr. (AdnKronos) – (di Elvira Terranova)- “Sono molto curioso di vedere il film sul mio amico Tommaso Buscetta, un uomo molto carismatico e intelligente. Mi ricordo di avere ospitato a casa mia negli anni Settanta, per un breve periodo, la moglie Cristina con i figli”. Gaspare Mutolo è stato l’ex autista del boss Riina, il suo braccio destro e il suo killer fino al 1991, quando si sentì tradito da Riina e dai suoi compari, che avevano iniziato a uccidere anche donne e bambini, e decise di saltare il fosso. Mutolo, che oggi parla nelle scuole, dipinge ed è diventato molto religioso, non sa che il 23 maggio uscirà nelle sale il film ‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio, sulla vita del pentito di mafia più famoso, Tommaso ‘Masino’ Buscetta. “Lo andrò a vedere…”, dice. “Quando l’ho conosciuto da mafioso, era un uomo carismatico, parlava con intelligenza, tante persone andavano a trovarlo – racconta Mutolo in una intervista all’Adnkronos – Poi l’ho rivisto da collaboratore, era l’unica persona che vedevo per quell’amicizia antica che ci legava. Ho avuto la moglie Cristina a casa mia e poi l’ho mandata all’Hotel Palace di Mondello”.

“Masino ha iniziato a collaborare perché si è sentito tradire dalla sua famiglia mafiosa, è stata una reazione, la stessa reazione che abbiamo avuto in tanti mafiosi. La mafia era per noi tutto, anche l’aria che si respirava. Ma quando ha cambiato pelle, allora è cambiato tutto anche per noi”. E dice “che non esiste la seconda guerra di mafia, è solo una invenzione. Erano omicidi dei corleonesi che uccidevano donne e bambini”.

“Ho conosciuto Buscetta nel 1972 – racconta ancora Mutolo- eravamo molto amici. Siamo stati insieme all’Ucciardone, era una persona molto furba e molto intelligente. Non è vero quello che si dice, che era un donnaiolo, ad esempio, non è vero”. “Quando era in carcere lo andavano a trovare in infermeria tantissime persone – dice – come Tommaso Spadaro e Salvatore Inzerillo. Allora c’erano dei ‘valori’ che i mafiosi volevano dimostrare”.

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