CGIL, SALVINI NON E’ IL BENVENUTO NELLA NOSTRA PROVINCIA

MATTEO SALVINI

“I democratici del Sannio non salutano il ministro Salvini. Per le organizzazioni e i cittadini democratici Salvini non è il benvenuto nella nostra provincia”. Lo scrive la Cgil di Benevento commentando la visita del leader della Lega Nord previsto per domani mattina a Pietrelcina. “Salvini, è cresciuto politicamente nel brodo della egoistica secessione del Settentrione contro il Mezzogiorno d’Italia – afferma il sindacato – Ora, furbescamente, ha
capito (o gli è stato detto) che è più conveniente, nella intercettazione di voti e consenso, spostare l’impegno del dividere e separare in altri campi, pur non abbandonando del tutto le vecchie idee: vedi l’autonomia differenziata che vuole attuare e che di fatto dividerebbe il Paese”.”Allora addosso agli immigrati e ai rom che sostituiscono i “terroni” – polemizza ancora la Cgil -; alle organizzazioni non governative accusate di essere complici dei trafficanti di persone nel Mediterraneo; al pensiero diverso dal suo; alla magistratura, che,
quando lo indaga, è attaccata, è accusata di essere di sinistra, di fatto delegittimata da lui che è membro del governo; agli insegnanti che, nello svolgimento della loro azione educativa improntata alla democrazia e al rispetto della Costituzione, vengono accusati di
essere di parte e, quindi, di sinistra e che, così come è anche intimato ai giudici, se vogliono continuare a trasmettere quei valori,debbono candidarsi e farsi eleggere”. “Per avere la meglio – aggiungono – cavalca le varie tigri, sfrutta le difficoltà e le insicurezze dovute ai dieci anni di crisi economica, divide il mondo in buoni e cattivi, si autoproclama difensore del popolo, crea nemici e contrapposizioni anche lì dove non ci sono. Le leggi che ha voluto e vuole Salvini rasentano l’incostituzionalità, aumentano l’insicurezza, minano la pacifica convivenza civile”.

” Il ministro – prosegue la Cgil – chiude i porti ai diseredati del mondo e lascia aperte le sedi delle formazioni fasciste che hanno rialzato la testa percependo benevola simpatia e tolleranza,equidistanza, disinteresse e banalizzazione – se non peggio – sui temi
dell’antifascismo, che, di fatto, incoraggiano la recrudescenza fascista e il revisionismo storico, il negazionismo, il riduzionismo”.”Un ministro della Repubblica italiana che ridicolizza il 25 aprile, anniversario della liberazione dell’Italia dai nazifascisti – concludono -, declassandolo ad un derby tra opposte fazioni. Matteo Salvini sta inquinando la vita democratica del Paese; molto grave per il ministro dell’interno che la democrazia dovrebbe difenderla. Domani raggiunge il Sannio per un ennesimo spot elettorale. Per noi non è il
benvenuto nella nostra provincia”, conclude la Cgil.

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