Mafia: figlio maresciallo Lombardo, ‘Riaprite l’inchiesta sulla morte di mio padre’ (3)

(AdnKronos) – Non solo. Sottolinea con forza che l’arresto di Totò Riina, avvenuto il 15 gennaio 1993, era dovuto “solo a mio padre e non ai vertici”. E spiega che la notte della morte del maresciallo “si sono fregati tutti i documenti di mio padre”. “C’era anche una cosa singolare – dice – una lettera inviata da Tano Badalementi in cui avvisava mio padre di stare atteno ad alcuni ufficiali vicini ad alcuni politici siciliani infilati nella nuova tangentopoli siciliana. Lì abbiamo capito perché mio padre andava eliminato”. “Agnese Borsellino mi disse: ‘Tuo padre ha mantenuto la promessa catturando Riina ma mi telefonò felicissimo prima di morire”, racconta ancora. Fabio Lombardo aspetta di essere ascoltato dalla Commissione antimafia. “Aspetto solo di mostrare questo foglio”, dice.

Parla anche della richiesta dell’ex deputato Fabrizio Cicchitto di aprire una Commissione parlamentare d’inchiesta sul depistaggio sulla strage di Via D’Amelio. “Come ho già detto a Fiammetta, a differenza sua io non ho mai mollato, loro hanno avuto troppi anni di silenzio. E sarà difficile, quasi impossibile, che venga fuori la verità, che è dentro un palazzo troppo ermetico. La verità di suo padre la conoscono i suoi colleghi. E’ inutile che fanno le passerelle, loro lo sanno perché è morto, cioè per l’inchiesta su ‘Mafia e appalti’. Ma nessun vuole toccare questo argomento”. “Io non mi sono mai fermato, chiederò la riesumazione del cadavere di mio padre, perché è una cosa assurda che non sia mai stata fatta l’autopsia”. “Hanno riesumato persino il cadavere di Salvatore Giuliano e fatto l’autopsia a Totò Riina. Di che parliamo?…”. “All’epoca dissero che non hanno fatto l’autopsia per un ‘gesto di umanità’, ma per favore. Siamo seri”.

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