Agrigento, il boss ‘sponsor’ del consigliere comunale in manette

Palermo, 12 lug. (AdnKronos) – (di Elvira Terranova)- “Pur non facendo parte di Cosa nostra” Giuseppe Scozzari, il consigliere comunale di Licata arrestato all’alba di oggi dai Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, aveva instaurato un “rapporto sinallagmatico con la cosca mafiosa di Licata”, “tale da produrre vantaggi sia per se stesso che per la cosca”. In particolare, con il boss Angelo Occhipinti, ritenuto il suo “mentore” e “sponsor”. Con Scozzari, 47 anni, che era già finito in manette a giugno, ma poi tornato in libertà su decisione del gip di Agrigento, sono finite in carcere altre otto persone, ritenute vicine alle cosche di Licata e Campobello di Licata. Si tratta di: Vincenzo Bellavia, Angelo Graci, Angelo Occhipinti, Giuseppe Puleri, Raimondo Semprevivo, Gabriele Spiteri, Giuseppe Spiteri e Vincenzo Spiteri. In particolare, come scrive il gip di Palermo Fabio Pilato nella lunga e articolata ordinanza di custodia cautelare, Scozzari, che è responsabile del servizio tecnico del presidio ospedaliero di Licata ed influente funzionario dell’Asp di Agrigento, “garantiva corsie preferenziali per l’accesso ai servizi dell’Asp a soggetti indicati dal capomafia Occhipinti” e avrebbe ottenuto “appoggio elettorale da parte del capomafia della zona Angelo Occhipinti”, appoggio “risultato determinante per la sua elezione a consigliere comunale del comune di Licata”.

“Il vantaggio che l’associazione mafiosa a sua volta ha tratto dalla disponibilità mostrata da Scozzari – dice il gip Pilato nella misura, lunga 214 pagine – si è invece concretizzato innanzitutto, nell’indebita fruizione di “favori” all’interno del presidio Ospedaliero, di per sé suscettibile di accrescere il prestigio criminale degli associati, rafforzando il controllo esercitato sul territorio anche in un settore rilevante quale quello sanitario”. E a conferma c’è una intercettazione in cui Occhipinti nel commentare i vantaggi che potevano scaturire dall’appoggio di Cosa nostra a Scozzari diceva: …ogni due e tre siamo in Ospedale…che siamo i padroni…che comanda (Scozzari ndr) di più dei primari…” .

Inoltre, Scozzari, una volta eletto quale consigliere comunale, “si è reso autore di alcune iniziative finalizzate a tutelare gli interessi patrimoniali dei due indagati Angelo Occhipinti e Raimondo Semprevivo”. Le emergenze investigative hanno dimostrato, “con evidenza, l’esistenza dunque di un vero e proprio patto criminale che si è snodato e sviluppato tra Scozzari e vari esponenti mafiosi, primo tra tutti Occhipinti con il quale l’esponente politico ha intrattenuto costanti e frequentissimi rapporti di estrema confidenzialità plasticamente riassumibili nelle seguenti immagini captate dalle attività tecniche”.

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