Camilleri, l’omaggio dell’Accademia della Crusca

Firenze, 17 lug. – (AdnKronos) – di Paolo MartiniAnche l’Accademia della Crusca, la secolare istituzione fiorentina incaricata di custodire la purezza della lingua italiana di Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca, rende omaggio ad . E lo fa sui proprio riconoscendo l’originalità linguistica dell’opera del creatore del commissario Montalbano.

Su Twitter, la Crusca riporta una frase dello scrittore sulla lingua accompagnata dalla sua fotografia: “Mi capita di usare che esprimono compiutamente, rotondamente, come un sasso, quello che io volevo dire, e non trovo l’equivalente nella lingua italiana. Non è solo una questione di cuore, è anche di testa. Testa e cuore”.

Su Facebook, sotto una foto del narratore, appare il titolo “Per Andrea Camilleri” e un articolo a firma dell’accademico Ugo Vignuzzi, in cui si evidenzia che nel successo di Camilleri “la lingua è certo uno dei fattori principali: si tratta, a nostro parere proprio di una scelta linguistica originalissima, variamente definita con le etichette di “misto”, “ibrido”, “meticciato” (e così via) che mescola variamente italiano, dialetto e forme regionali. Questi diversi componenti, della “cucina” di Camilleri per di più appaiono al loro interno ulteriormente stratificati e complicati: non solo quindi forme assolutamente locali (dialetto vero e proprio), forme di incontro tra lingua nazionale e usi locali e regionali (dialetto più o meno italianizzato e italiano più o meno regionale), ma pure italiano popolare (soprattutto nella parodica imitazione della lingua dei semicolti), e infine letterarietà più o meno scopertamente esibita (si pensi solo alle non infrequenti clausole ritmico-metriche di cui la prosa camilleriana è non casualmente trapuntata)”.

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