Eni: Descalzi querela Amara per diffamazione (2)

(AdnKronos) – Contestualmente, la società ha esposto ai magistrati che indagano sulla vicenda l’ipotesi di valutazione della sussistenza degli estremi per “concorso in truffa ai danni di Eni da parte di Francesco Mazzagatti, azionista ed amministratore del gruppo Napag, che ha posto in essere quantomeno una truffa contrattuale ai danni di Eni nell’ambito della nota vicenda White Moon, e dell’Avvocato Piero Amara, che dal verbale reso come persona informata dei fatti dall’ex dipendente Eni, Salvatore Carollo, risulta comproprietario della stessa società”.

Secondo quanto emerge dai verbali, spiega Eni, “Amara a Armanna sarebbero tra i soggetti coinvolti nel cosiddetto presunto depistaggio, una sorta di falso complotto che sarebbe stato organizzato al fine di depistare le indagini delle autorità inquirenti sull’acquisizione del blocco Opl245 in Nigeria da parte di Eni e Shell, avvenuta in realtà diversi anni prima”.

In merito a questa e al relativo processo in corso presso il Tribunale di Milano, Eni “sta affrontando il procedimento con la massima serenità ed è confidente che il dibattimento in corso continuerà a confermare la totale estraneità della compagnia a fatti che non sussistono e non la riguardano, dimostrando altresì che Eni ha operato in modo lecito e legittimo, come hanno delineato le verifiche interne che gli organi di controllo della compagnia hanno affidato a più riprese ad advisor indipendenti internazionali e come confermato dal dibattimento, dove nulla è finora emerso di diverso. In merito al cosiddetto presunto depistaggio, Eni si è dichiarata parte offesa già in data 9 maggio 2019. La compagnia perseguirà con vigore e in ogni sede opportuna la tutela della propria reputazione nei confronti di chiunque”.

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