Calano gli sbarchi: -79,6% in un anno

Napoli, 15 ago. (AdnKronos) – Una riduzione drastica degli sbarchi, dei cadaveri recuperati in mare e dei presunti dispersi in mare, così come dei “costi dell’accoglienza”. E’ il quadro sul tema dell’immigrazione fornito dal dossier del Viminale “Un anno di attività del Ministero dell’Interno”, relativo al periodo tra il 1 agosto 2018 e il 31 luglio 2019, secondo il quale sono 8.691 gli immigrati sbarcati (1.119 i minori stranieri non accompagnati), il 79,6% in meno rispetto al periodo precedente compreso tra il 1 agosto 2017 e il 31 luglio 2018 quando furono 42.700, in notevole calo anche rispetto al periodo tra il 1° agosto 2016 e il 31 luglio 2017 quando furono 182.877.

Sono 94 gli scafisti arrestati (rispetto ai 209 del periodo precedente con un calo del 55%), 4 i cadaveri recuperati in mare (erano 83 nell’anno precedente) e 757 i presunti dispersi in mare, -55,3% rispetto ai 1.694 del periodo precedente. Gli ultimi due dati fanno riferimento all’area del Mediterraneo centrale. E’ la Tunisia il paese di partenza principale, 36,8% sul totale, seguito da Libia (22,3%) e Turchia (21%). Tunisia, Pakistan e Iraq le prime tre nazionalità dichiarate al momento dello sbarco. Sono stati 6.862 i rimpatri (-0,7%) e 555 i rimpatri volontari assistiti (-53,8%).

Al 31 luglio 2019 sono 105.142 gli immigrati in accoglienza tra hospot, centri di accoglienza e Siproimi, il 14% dei quali in Lombardia. I “costi dell’accoglienza” sono quantificati in 501,4 milioni di euro, in netto calo rispetto ai 2,2 miliardi di euro dell’anno precedente. In calo anche le richieste di asilo, 36.250 rispetto alle 82.382 dell’anno precedente (-56%). Sono 4.191.716 gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, di cui 370.829 minori.

In calo anche gli omicidi, ma anche le rapine e i furti. Tutti con il segno meno i dati relativi alla delittuosità in Italia nel periodo tra il 1 agosto 2018 e il 31 luglio 2019. Sono 307 gli omicidi avvenuti nel periodo di riferimento, con un calo del 14% rispetto ai 357 registrati trail 1 agosto 2017 e il 31 luglio 2018. Dei 307 omicidi, 25 sono attribuibili alla criminalità organizzata (-19,4%) e 145 in ambito familiare o affettivo (-4%): di questi ultimi, nel 63,4% dei casi la vittima è una donna. Anche le rapine sono in calo, con 24.773 casi rispetto ai 29.570 del periodo precedente (-16,2%); in calo anche i furti (-11,2%) e le truffe (-2,1%).

In diminuzione i casi di violenza di genere, secondo quanto riportato nel dossier. Scendono infatti a 12.733 le denunce per stalking rispetto alle 14.633 del periodo tra il 1 agosto 2017 e il 31 luglio 2018, con un calo del -13%. Il 76% delle denunce riguarda donne. In aumento gli ammonimenti del questore, 2.411 (+32,5%) di cui 1.172 per violenza domestica (+76%), in lieve calo gli allontanamenti: 334 rispetto ai 338 del periodo precedente.

Sono invece quasi triplicati gli arresti di estremisti ritenuti riconducibili all’area anarchica nell’ultimo anno, mentre sono in continuità con l’anno precedente le espulsioni per motivi di sicurezza dello Stato. Per quanto riguarda la lotta al terrorismo interno, sono 39 gli estremisti arrestati di area anarchica rispetto ai 14 del periodo precedente, con un aumento del 178,6%: di questi, 15 sono arresti per associazioni sovversive o con finalità di terrorismo. Solo una persona è stata arrestata in quanto ritenuta estremista di area marxista-leninista.

Nel capitolo dedicato alla lotta al terrorismo internazionale risultano essere state 109 le espulsioni per motivi di sicurezza dello Stato (rispetto alle 108 del periodo tra il 1 agosto e il 31 luglio 2018), 141 i foreign fighters monitorati, di cui 29 rientrati in Europa, 560.763 le persone controllate, 199.198 i veicoli controllati e 322 le motonavi controllate, dati in linea con il periodo precedente.

51 i latitanti di rilievo arrestati nell’ultimo anno, uno dei quali ritenuto di massima pericolosità, e 155 le operazioni di polizia giudiziaria svolte nell’ambito delle attività di contrasto alla criminalità organizzata. Il dato dei latitanti di rilievo arrestati registra un calo del 5,6% rispetto ai 54 del periodo tra il 1 agosto 2017 e il 31 luglio 2018. Nell’ultimo anno sono stati inoltre eseguiti 6.802 sequestri per un valore complessivo dei beni pari a 3,8 milioni di euro, e 3.644 confische per 3,7 milioni di euro.

In aumento gli enti locali posti sotto gestione commissariale per infiltrazioni della criminalità organizzata: sono stati in tutto 37, tra scioglimenti (16) e proroghe (28), rispetto ai 34 del periodo precedente, mentre sono stati 30 gli accessi ispettivi antimafia nei Comuni, 18 dei quali attualmente in corso, per un aumento del 15,4%. Secondo quanto riportato dall’Anbsc (Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata), al 31 luglio sono 16.738 i beni restituiti alla collettività, di cui 15.768 immobili e 970 aziende, mentre sono 20,309 i beni in gestione (17.288 immobili e 3.021 aziende). Presentati anche i dati relativi al Pon Legalità 2014-2020: la dotazione complessiva è di 610,3 milioni di euro, con 187 progetti finanziati per 355,1 milioni.

Tra il 1 agosto 2018 e il 31 luglio 2019 sono stati 87 i progetti finanziari, 74 dei quali nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. E’ di 13,2 milioni di euro il fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura, con 2.043 domande esaminate, mentre è pari a 32,4 milioni di euro il fondo per le vittime dei reati di tipo mafioso e di 219mila euro il fondo per le vittime dei reati intenzionali violenti.

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