NUOVO VIGORE AI FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI SAN GENNARO E SAN PIO

San Gennaro, patrono di Napoli, fu vescovo di Benevento nel periodo in cui regnava a Roma Diocleziano che perseguitava i cristiani. Un giorno San Gennaro lasciò Benevento e si recò a Miseno per partecipare ad una celebrazione liturgica e qui ebbe la premonizione che stesse per succedere qualcosa di grave all’amico diacono Sossio. Poco dopo, infatti, Sossio fu imprigionato per ordine dell’imperatore e San Gennaro si recò in carcere per confortarlo, ma fu riconosciuto insieme ai suoi due accompagnatori, i beneventani Festo e Desiderio, come Pastore della comunità cristiana di Benevento e i tre furono arrestati. Fu chiesto loro di abiurare alla fede in Gesù Cristo ma al loro rifiuto furono condannati ad essere dati in pasto alle belve nell’arena di Pozzuoli, pena che fu tramuta in decapitazione eseguita nell’Anfiteatro di Pozzuoli il 19 settembre dell’anno 305. Il corpo del santo trovò sepoltura prima a Pozzuoli, poi per volere del vescovo Giovanni I, nel 400 fu traslato a Capodimonte nelle catacombe dette di San Gennaro. Successivamente il corpo fu trasportato a Benevento, poi a Montevergine ed infine, per l’intervento dell’arcivescovo Alessandro Carafa, a Napoli. Notizie riguardanti il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro risalgono al 1300. Il 15 agosto del 1389, in occasione della festa dell’Assunta, a Napoli erano stati organizzati grandi festeggiamenti per accogliere dei notabili provenienti da Avignone e in quell’occasione si esposero anche le reliquie del Santo. Fu proprio allora che si verificò la liquefazione del sangue contenuto in un due ampolle. Da allora il miracolo si ripete tre volte all’anno: nel sabato che precede la prima domenica di maggio nella chiesa di Santa Chiara, quando si commemora l’antica traslazione del corpo di san Gennaro da Pozzuoli a Napoli, il 19 settembre nel Duomo di Napoli nell’anniversario del martirio e il 16 dicembre sempre nel Duomo di Napoli, nell’anniversario della disastrosa eruzione del Vesuvio del 1631 in cui fu fatto voto al Santo. I napoletani con l’arcivescovo di Napoli e le autorità cittadine pregano devotamente nel Duomo fin quando avviene il miracolo della liquefazione che è considerato un buon auspicio. In un mondo afflitto dalla disperazione, quasi al tramonto dell’Impero romano, il cristianesimo rappresentava una nuova speranza la cui fiamma era stata accesa in terra sannita da San Gennaro, il primo vescovo della Cattedra beneventana. La Cappella dedicata a San Gennaro nella chiesa dell’Annunziata in Benevento mostra i segni di una forte devozione al Vescovo martire incrementata nel popolo dal grande Pastore Vincenzo Maria Orsini. Proprio da questa chiesa proviene la statua in legno policromo del 1785 dell’artista napoletano Armenio Macario che ora si venera nella chiesa a lui intitolata nel Rione Mellusi. Nel 1983 la riscoperta in Cattedrale di alcune reliquie di San Gennaro contenute nella cassetta n. 6 che reca in caratteri epigrafici la scritta distribuita su tre righe: “Reliquiae S. Januarii Episcopi Beneventani”. La cassetta appartiene a un gruppo di venti ed era deposta nella grande Arca marmorea provvidenzialmente scampata, assieme al prezioso contenuto, agli eventi bellici del 1943. Qualche frammento di rilievo è stato donato alla nuova Parrocchia di San Gennaro mentre alcuni frammenti ossei di San Festo e San Desiderio sono stati ottenuti dall’Abate di Montevergine. San Giovanni Paolo II, il 16 luglio 1980, proclamava il Protovescovo beneventano patrono di tutta la Regione Campania, indicandolo quale “fulgidissima luce della Campania”. Dal 1995 la Parrocchia beneventana di San Gennaro, riprendendo una tradizione squisitamente orsiniana, porta il simulacro del Santo presso la casa natale per l’omaggio floreale, realizza la processione per le strade della parte alta della città con le statue di san Gennaro da Benevento e di San Pio da Pietrelcina, nel contesto di un ricco programma di iniziative religiose, culturali e ricreative. Quest’anno si è costituito anche un primo nucleo di volontari stabili per la miglior riuscita dei festeggiamenti. Il 13 settembre la presentazione del libro sull’infanzia, adolescenza e giovinezza di San Pio da Pietrelcina “Il pastorello di Dio” di Esterina Basilone delle Edizioni Realtà Sannita. Il 14 settembre lo spettacolo musicale con artisti locali e l’esibizione del noto cantante napoletano Gigione che per l’occasione ha composto un brano musicale su San Gennaro. Il 16 settembre il triduo in onore di San Gennaro. Il 19 la festa liturgica del Santo vescovo con la partecipazione di Mons. Felice Accrocca, Arcivescovo Metropolita di Benevento, i fuochi artificiali sul fabbricato della Provincia e il brindisi con spumante falanghina offerto a tutti i convenuti. Il giorno 20 il triduo in onore di San Pio e la festa liturgica il giorno 23 settembre. Infine domenica 20 ottobre il pellegrinaggio alla Grotta di San Michele Arcangelo e alla tomba di San Pio, sul Gargano, per iniziare sotto il buon auspicio dei celesti Patroni il nuovo anno pastorale.

Pasquale Maria Mainolfi

Venerdì 13 settembre all’ inizio dei festeggiamenti in onore di San Gennaro e San Pio in Benevento alle ore 19.30 nell’Auditorium San Gennaro Mons.Pasquale Maria Mainolfi ed il Sen. Davide Nava  presenteranno il libro di Esterina Basilone sull’ infanzia adolescenza e giovinezza di Padre Pio da Pietrelcina.Concludera’ l’Autrice.

La S.V. è  gentilmente invitata a partecipare.

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