Migranti: storia di Luca ‘io espulso ingiustamente’, Questura ‘No, è irregolare’

Palermo, 20 set. (AdnKronos) – (di Elvira Terranova) – “Nato a Roma, cresciuto a Roma e sto in celletta con il rischio di essere rimpatriato. Il perché? Beh, neanche gli agenti hanno saputo darmi una risposta concreta”. E’ la denuncia di Luca Neves, un ragazzo di origini capoverdiane di 31 anni, che è stato fermato per un intero giorno dalla Questura di Roma che poi gli ha notificato la misura dell’obbligo di firma in attesa della espulsione. Il suo legale, l’avvocato Alì Listì Maman, del foro di Palermo, annuncia ricorso e dice all’Adnkronos: “Il mio cliente è nato a Roma e lo conferma l’atto di nascita, di cui siamo in possesso. Lo diremo nel nostro ricorso. Non può essere espulso”. Mentre la Questura dice che si tratta di un “irregolare” e, quindi, “va espulso”. Ma cosa è accaduto alla Questura di Roma? Ecco il racconto di Luca Neves: “Ieri sono andato alla questura di Roma per un appuntamento dato che avevo inviato due mesi prima in kit con tutto, pagando la tariffa eccetera – racconta – Avevo l’appuntamento per il 19 settembre 2019 alle 10 del mattina, ma una volta lì mi hanno sequestrato tutto e messo in cella. Mi sono tenuto il cellulare (a loro insaputa) perché ne ho viste tante, so che non si fa ma in questa maniera ho documentato tutto…”.

“Mi hanno detto che anche se sono nato a Roma comunque sono uno straniero – prosegue Luca Neves – Mi hanno fatto un altro foglio di via scrivendo ‘Luca Neves, nato a Capoverde’, anche se l’estratto di nascita dice che sono nato a Roma”. E prosegue il suo racconto: “Ieri sono stato salvato da San Gennaro, perché un agente ha deciso di stare dalla mia parte e la sua frase rimarrà sempre nella mia testa: ‘Questo ragazzo è una persona distinta io non mi prendo la responsabilità di mandarlo via oggi, sentite come parla romano più di noi’. E grazie a questa uscita – dice – che non mi hanno mandato via ieri mattina dall’Italia, insomma me al sono vista brutta”.

Poi aggiunge: “Una persona che è nata e cresciuta qui non dovrebbe passare tutto ciò mai e poi mai, in ogni caso facendo un riassunto ieri mi hanno chiuso dalle 11 sino alle 20.30 di sera per poi perdere il lavoro che avrei dovuto iniziare alle 18…”. E conclude: “Morale della favola: da oggi a 30 giorni dovrò firmare in questura due volte la settimana e al termine di questi 30 giorni partire per il Capoverde”. “Luca è romano – spiega il suo legale palermitano che sta preparando il ricorso – gli ho detto che deve fare subito la richiesta di cittadinanza con la richiesta di permesso di soggiorno. Ha tutto il diritto di restare qui”.

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