Migranti: Nidal e Lorraine, ‘così siamo scampati alla tragedia di Lampedusa, un miracolo’

Lampedusa, 8 ott. (AdnKronos) – (dall’inviata Elvira Terranova)- “E’ stato terribile. All’improvviso un gruppo di persone, soprattutto quelli provenienti dall’Africa, si sono messi tutti su un unico lato e la barca si è capovolta. Siamo tutti caduti in acqua, cercavamo di aggrapparci a qualcosa. Ma molti sono annegati. Gli uomini ella Guardia costiera e della Guardia di Finanza hanno provato a salvare tutti ma non è stato possibile”. Lorraine, una ragazza di 24 anni, ha ancora il terrore negli occhi. Si tiene aggrappata al marito, Nidal, 26 anni, e con una mano si accarezza la pancia. E’ molto magra. E alta. Poi, sorride e dice: “Aspetto un bambino. E siamo tutti vivi, io, mio marito e il nostro bambino. Siamo felici. Anche se spaventati”. Lorraine e Nidal arrivano dalla Tunisia. E sono due dei 22 sopravvissuti alla tragedia di Lampedusa, costata la vita a 13 donne. Sono 17 i dispersi, fino ad ora. Mai ritrovati. C’erano anche loro due, nella notte tra domenica e lunedì, sull’imbarcazione con a bordo 52 persone che al largo di Lampedusa è naufragata.

“Era buio fitto – racconta Lorraine mentre passeggia per le vie di Lampedusa con una tuta blu, ricevuta al centro di accoglienza, calze bianche e delle infradito – ed all’improvviso si è spento il motore. Dopo poco tempo abbiamo iniziato a imbarcare acqua. Ed è stato il caos. Nel giro di poco tempo sono arrivate le motovedette della Guardia costiera e della Guardia di Finanza. Ma molti di noi eravamo già caduto in acqua, c’erano anche due bambini piccoli. Una avrà avuto otto mesi, l’altro forse due o tre anni, Non di più. E due adolescenti sui 12 anni. E sono caduti in acqua. E’ stato terribile. Ho ancora queste scene davanti agli occhi”.

“Eravamo 14 tunisini e 38 africani”, dice ancora la giovane tunisina, che chiama ‘africani’ i subsahariani. “Siamo partiti da Sfax in Tunisia – dice ancora – la barca è arrivata con a bordo già gli africani. Noi siamo saliti subito a bordo e siamo partiti”. Una anomalia, come l’ha definita il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella. Di solito le barche che partono dalla Libia non si fermano in Tunisia. Invece questa sembra una nuova rotta. “Quando abbiamo lasciato la Tunisia il mare era calmo. Poi, arrivati davanti alle coste di Lampedusa e anche prima il mare si è agitato e le onde erano molto alte. E all’improvviso si è spento il motore. C’era buio fitto. Una grande paura”, dice Lorraine.

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