“Questione depuratore”. Maio:” Tocca al Consiglio Comunale. Meglio tardi che mai”

Accolgo con immensa gioia la volontà di portare la “questione Depuratore” in Consiglio Comunale, “meglio tardi che mai” recita un proverbio. No. Tardi è tardi, soprattutto in politica. Così scrive Rita Maio – Sempre avanti.

E’ di questi giorni una nota molto dettagliata del Comitato di Quartiere di Santa Clementina, inviata alla stampa, Assessori e Consiglieri Comunali, mi verrebbe da dire l’ennesimo grido di dolore.

Come ho avuto modo di esporre nelle mie precedenti note, ma, repetita iuvant, l’impianto di Depurazione di Santa Clementina è di impossibile realizzazione, poiché l’area prescelta ricade nel vincolo archeologico, è compresa nel corridoio ecologico ed infine tale area ricade nella perimetrazione del centro urbano. Oltre a ciò, è un sito candidato al riconoscimento UNESCO con un importante finanziamento da parte del Ministero dei Beni Culturali per definire il tracciato dell’Appia Antica. Il Sindaco tutto questo lo sa, ha festeggiato insieme alla Soprintendenza la bellissima notizia.

Andiamo oltre, per gli ultimi arrivati, mi corre l’obbligo di precisare che la “questione Depuratore” non interessa solo il sito di Santa Clementina, perché gli impianti da realizzare sono tre e le zone individuate sono: “l’area di Santa Clementina” “l’area del Cimitero” “l’area di S’Angelo a Piesco”.

Ad agosto abbiamo avuto l’ennesimo annuncio del Sindaco in cui dichiarava “entro due mesi sarà pubblicata la gara di progettazione e entro il prossimo anno inizieranno i lavori”. Procedura conclusa a seguito della Relazione di Compatibilità Urbanistica prodotta dal Comune ed inviata al Commissario straordinario Enrico Rolle.

Da quanto emerge nelle conclusioni della suddetta relazione per l’area di Santa Clementina l’impianto di Depurazione può essere realizzato solo con una variante puntuale, in alternativa può essere considerata la zona attigua F5. Si fa presente che, secondo gli Atti di Programmazione: le zone classificate F5 prevedono una destinazione a poligono o a congressi. Ma al netto di tali considerazioni tecniche, il buon senso dovrebbe prevalere: Santa Clementina è una zona protetta che dovrebbe essere rivalutata ai fini archeologici.

Per quanto riguarda l’area in zona Cimitero: esso ricade nella fascia di rispetto del Corridoio Ecologico, vi è la presenza dell’oasi delle zone umide beneventane e ricade nella zona archeologica di tipo A. Oltre, ad essere una zona in prossimità del fiume Calore e ricade nelle aree inondabili, così come evidenziato nel Piano Stralcio di Difesa dalle Alluvioni.

Tutto ciò premesso, nelle conclusioni si evince che “l’impianto può essere realizzato nell’area individuata, tenendo conto della fascia di inedificabilità di rispetto cimiteriale e delle distanze minime dagli edifici esistenti previste dalla normativa vigente”.

Per l’area di Sant’Angelo a Piesco, nelle conclusioni di detta relazione, si conferma che la realizzazione dell’impianto depurativo impone una variante puntuale al PUC. Ad oggi, non mi risulta che siano state attivate le procedure di variante allo strumento urbanistico.

E’ del tutto evidente che le scelte dei siti in cui realizzare gli impianti di depurazione, ad oggi, sono assolutamente improponibili.

Come il gioco dell’oca si torna al punto di partenza. Mi auguro, che la discussione in consiglio, sia preceduta da uno studio più approfondito della documentazione relativa alla “questione Depuratore”, al fine di individuare zone più adatte alla realizzazione dell’impianto, che la città da troppo tempo attende.

A questo punto, riterrei umilmente di consigliare di istituire un tavolo tecnico allargato ai comitati di quartieri, alle associazioni ambientaliste ed ordini professionali, per trovare soluzioni alle problematiche tecniche insorte.

Al Consiglio Comunale auguro, in primis buono studio e poi anche buon lavoro.

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