Corruzione: giornalista all’Antimafia, ‘Io emarginato per avere scritto di Montante’

Palermo, 23 ott. (Adnkronos) – “Sono stato emarginato, allontanato, isolato, considerato un pazzo e non tutelato, intanto, da chi avrebbe dovuto frenare la forza violenta, organizzata e ramificata contro la quale mi sono trovato, inconsapevolmente, a sbattere”. E’ la denuncia del giornalista Gianpiero Casagni, ascoltato dalla Commissione Nazionale Antimafia nell’ambito del caso Montante, l’ex presidente degli industriali siciliani condannato di recente a 14 anni per corruzione.

Il giornalista ha anche ricordato alla Commissione antimafia, presieduta da Nicola Morra, che dal “2014 sono stato oggetto e destinatario di accuse mostruose da cui mi sono dovuto difendere da solo”. “Chi doveva tutelarmi? L’ordine dei giornalisti di Sicilia – dice Casagni -Non intendo in questa sede andare oltre su questo per me dolorosissimo tema, ma voglio ringraziare il segretario generale e il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti. Si tratta dei vertici di un sindacato al quale, peraltro, non sono iscritto. Sono stati gli unici ad esprimere la doverosa solidarietà a due colleghi, io e Attilio Bolzoni finiti nel mirino solo perché, sia pure con tempistiche diverse, ci siamo occupati criticamente di Montante”. All’elenco dei giornalisti vittime è bene iscrivere oltre a Enzo Basso, Graziella Lombardo e Marco Benanti”.

E ha ricordato che “questa vicenda ha completamente stravolto la mia vita lasciandomi senza lavoro. E’ una vicenda di cui non vuole parlare nessuno”.

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