Mamma scomparsa a Salemi, “Caradonna picchiava brutalmente tutte le sue ex”

Palermo, 23 ott. (Adnkronos) – (di Elvira Terranova) – A una ex ha stretto un cavo elettrico al collo fino quasi a soffocarla, un’altra veniva picchiata quasi tutti i giorni, un’altra ancora veniva maltrattata, ma non ha mai raccontato niente per paura. E un’altra vittima ancora, che nel frattempo è morta, è l’anziana signora di cui si occupava l’uomo e che gli ha lasciato anche la casa in eredità. Sono solo alcune delle vittime di Vincenzo Caradonna, 47 anni, l’uomo arrestato all’alba di oggi con l’accusa di avere prima ucciso a coltellate e poi occultato il cadavere della sua convivente, Angela Stefani, la mamma di 48 anni di due figli, scomparsa il 21 gennaio scorso da Salemi (Trapani). Sono cinque in tutto le vittime, quattro sono le ex dell’uomo e una era l’anziana donna a cui faceva da badante e che è morta nel 2010. Gli investigatori sono risaliti alle violenze sull’anziana donna, morta nel 2010, grazie ai certificati medici stilato dall’ospedale in cui è finita varie volte l’ottuagenaria. Un uomo molto violento, quello che emerge dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Riccardo Alcamo. Il giudice riporta gli interrogatori delle donne durante le indagini per la scomparsa di Angela Stefani. Schiaffi, pugni, calci, testate. Un uomo violento. Fin dall’adolescenza, quando ha conosciuto la donna che poi avrebbe sposato.

“Il racconto reso dalla donna delinea un quadro di pesanti maltrattamenti subiti dal compagno Vincenzo fin da quando era poco più che adolescente, tanto gravi da costringerla a lasciarlo, per la prima volta, nel 1999 quando i due avevano già avuto due figli – scrive il gip – Dopo quattro anni di distanza, decideva di dargli una seconda possibilità, che lui tuttavia sprecava riuscendo a dimostrarsi ancora più violento di prima. I maltrattamenti proseguirono fino a quando, temendo per la vita propria con quella dei suoi figli, decise di scappare di casa trovando riparo dalle suore”.

Ma c’è di più. Dall’attività di intercettazione è stato possibile scoprire che i maltrattamenti subiti negli anni erano più volte sfociati “in veri e propri attentati alla vita” della donna. E’ lei, senza sapere di essere intercettata, a raccontarlo al marito e alla cognata. Parlando di quelle volte in cui Vincenzo Caradonna le aveva puntato un coltello alla gola, confessando di aver visto “la morte con gli occhi”. Ma da Caradonna arriva una versione diversa. Parlando del suo rapporto con la ex e con un’altra donna, nei mesi scorsi aveva detto ai pm che si sarebbe sempre “comportato benissimo, a parte qualche schiaffo, ma perché lei mi tradiva”. Ma il gip non ci sta e rilancia: “Ebbene, nulla di più distante dalla realtà dei fatti”. Un’altra ex è stata vittima di violenze da parte di Caradonna non solo mentre stavano insieme, ma anche dopo.

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