IL SIGNIFICATO DEL CUORE PER GLI ANTICHI EGIZI, SE NE DISCUTE AL MUSEO ARCOS

Giovedì prossimo alle 10, presso il Museo Arcos di Benevento, nella sezione egizia del Tempio della dea Iside, si terrà l’incontro-dibattito dal titolo “Anima e cuore: il
cuore e le anime sulla bilancia, dall’antico Egitto ai tre monoteismi”. Il tema sarà affrontato con l’apporto di riflessioni a più voci e da quattro diversi orizzonti religiosi, filosofici e
culturali: discuteranno l’egittologa e divulgatrice Marta Berogno; per il mondo islamico interverrà l’archeologo e scrittore Generoso Urciuoli; il punto di vista filosofico sarà affrontato da Nicola Sguera, docente di filosofia del liceo classico ‘Giannone’ di
Benevento, mentre l’approccio cristiano ed ebraico sarà illustrato dal biblista padre Antonino Carillo. Nel linguaggio comune rimane una traccia evidente di ciò che il cuore
era nella concezione di molte delle antiche civiltà: un elemento centrale non solo per la sopravvivenza fisica, ma anche per il ricordo. I primi a esplicitare il concetto che il cuore non fosse solo la sede della memoria, ma anche di tutte le attività afferenti la sfera psicologica, dalle emozioni alla paura, furono proprio gli abitanti dell’antico Egitto.

Cosa rappresentava il cuore nelle antiche civiltà? Come si è trasformato il concetto di cuore in ambito religioso nei tre monoteismi? Cuore e anima sono due sinonimi o celano due concetti separati? E ancora: quanto il cuore rispetto all’anima rappresenta il
fulcro della morale e della giustizia nelle concezioni espresse durante la formazione delle tre religioni monoteistiche? A tali domande e ad altre connesse e conseguenti si tenterà di fornire una risposta evidenziando come, con ogni probabilità, la concezione di
cuore e di anima formulata all’epoca dei Faraoni si presenti nelle nascenti religioni ebraica, cristiana e islamica.

Adnkronos

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