Open day al “Sacro Cuore di Gesù”. Luca Trapanese emoziona i partecipanti

Discorso emozionante e coinvolgente quello di Luca Trapanese presso la Chiesa del Sacro Cuore in occasione dell’Open Day, gremita di fedeli.
Già dall’inizio del discorso, quel voler non condannare il gesto della mamma naturale della piccola Alba la quale ha trovato la forza ed il coraggio di non abbandonarla o di commettere altro, ma di partorirla in ospedale, lasciarla in un ambiente protetto quasi consapevole che sarebbe arrivato colui il quale si sarebbe preso cura di lei con un amore fuori dal comune.
Considerato il fatto che, più di trenta coppie hanno rifiutato Alba perché spaventati dall’idea di crescere una figlia con handicap ci fa pensare che l’amore e il desiderio di diventare genitori per Luca e non solo, non hanno prevalso di fronte alla consapevolezza che essere genitori di un bambino disabile significa dover affrontare un viaggio lungo una intera vita in totale solitudine perché oltre agli ostacoli cui la vita riserva, c’è ancora chi fa fatica ad accogliere ‘il diverso’.

La testimonianza di Luca, ci fa capire che il problema dei figli disabili è solo dei genitori mentre dovrebbe essere una responsabilità sociale.

Il desiderio di paternità e la consapevolezza che la diversità è una ricchezza sono le certezze che caratterizzano Luca perché lui fortemente ha voluto un’adozione di una persona diversamente abile e tenacemente ha ottenuto Alba.

Avere un figlio disabile non è un’avventura ma un’opportunità di vita diversa e si può essere felici anche con un equilibrio diverso, questo il sunto del discorso.
La conclusione è stata un augurarsi che, in un futuro non molto lontano, i bambini diversamente abili e in questo caso i bambini con sindrome di Down, possano essere visti come delle persone che hanno delle potenzialità che possano essere messe a disposizione di tutta una comunità, aiutandoli nell’inclusione e non nell’esclusione.

Luca, ci hai commosso con le tue parole, hai riempito i nostri cuori di gioia e hai arricchito la mente di chi con un nodo in gola ha ascoltato le tue parole in una chiesa gremita di gente. Un abbraccio affettuoso da tutta la comunità di Benevento.

Si ringrazia per l’opportunità data, la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù nella persona di frate Gianpiero Canelli e il “Pozzo do Giacobbe”, l’Associazione “La Casa di Giuseppe” Famiglie Adottive, e tutti coloro i quali hanno reso possibile lo svolgimento di questa splendida giornata solo con la forza del dare.

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