GIUSTIZIA: MAZZEO (BENEVENTO), ‘RIFORMA ERODE GIUSTIZIA E COLLASSA AVVOCATURA’ 

“La riforma della giustizia approvata  dal Consiglio dei ministri che tocca il processo civile, il processo  penale e la magistratura erode le certezze del cittadino nei confronti della giustizia stessa. L’Avvocatura, continuamente, subissata da  riforme è esautorata e portata al collasso”.

Lo ha dichiarato all’Adnkronos Alberto Mazzeo, presidente dell’ordine degli avvocati di Benevento.

“Se si vogliono risolvere i problemi della giustizia – spiega -, è  necessario rilevare la carenza di mezzi, strutture e uomini perché,  prima della riforma di qualsiasi processo a costo zero, si dovrebbe  partire da un investimento serio e concreto, rinnovando la macchina  operativa. Ad oggi abbiamo assistito a due fatti certi: anzitutto a  molteplici riforme che si sono rilevate fallimentari e che hanno  dovuto subire nel tempo modifiche, e poi ad un continuo aggravio dei  costi della giustizia con la conseguenza di una grave compressione dei diritti del cittadino. La giustizia non può essere solo per ricchi”

“L’evoluzione – aggiunge ancora Mazzeo – deve partire dalle strutture che non sono adeguate al funzionamento  dell’innovazione tecnologica. Non è condivisibile l’introduzione di  ulteriori sanzioni processuali rispetto a quelle già previste;  l’ampliamento dei poteri istruttori del giudice in un processo che è e deve rimanere nella disponibilità delle parti; la previsione dell’obbligatoria comparizione personale delle parti alla prima  udienza, esperibile e necessario soltanto quando vi siano i  presupposti per un tentativo di conciliazione; la limitazione all’ambito della negoziazione assistita delle facoltà di raccolta di
prove da parte degli avvocati fuori dal processo”.

“Mi chiedo – conclude il presidente – come sia possibile parlare di riforma del processo quando ci sono tribunali dove gli impianti elettrici non rispettano le normative o dove esistono ancora barriere architettoniche per i portatori di handicap. Ritengo altresì
imbarazzante che tali interventi, che compromettono gli irrinunciabili spazi di difesa, vengano assunti con decreto legge ovvero a mezzo di emendamento di legge di conversione di decreto legge, dal momento che ciò precluderebbe un effettivo esame parlamentare”.

 

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