Mastella chiarisce: “Non ho mai parlato di fetenzie al Fatto Quotidiano, tra l’altro è un termine che non mi appartiene”.

In riferimento all’intervista al sottoscritto pubblicata oggi da Il Fatto Quotidiano e al seguente stillicidio di notizie, esternazioni e affermazioni ecco la verità.
Nell’intervista non ho mai parlato di fetenzie, tra l’altro è un termine che non mi appartiene, e nemmeno di appalti, sub appalti, micro appalti e incarichi. È una domanda del giornalista Antonello Caporale alla quale io ho risposto affermando che mi dimetto. Così come non ho mai detto nell’intervista che un mio consigliere è stato arrestato ma è stato un errore del giornalista. Per cui è evidente che non ho mai parlato di ricatti e di questioni gestionali, dalle quali sono assolutamente distante, ma esclusivamente di problematiche politiche, ovvero alla nascita di gruppi e gruppetti e a eventuali candidature.

Ecco quanto da me inviato al Direttore de Il Fatto Quotidiano:

Gentile Direttore, nell’intervista rilasciata al Suo giornale a firma di Antonello Caporale ci sono purtroppo una serie di inesattezze. Nella conversazione non ho mai parlato di fetenzie, che tra l’altro è un termine che non mi appartiene, così come non ho mai affermato che un consigliere comunale è stato arrestato. Non avrei mai potuto dirlo perché non è vero. Non ho mai parlato di ricatti e mai ho fatto cenno a questioni gestionali, dalle quali sono assolutamente distante, ma ho fatto riferimento esclusivamente a problematiche politiche, ovvero alla nascita di gruppi e gruppetti e a eventuali candidature.
Sarà stato che io sono rauco, sarà che il telefonino funzionava male fatto sta che diverse risposte sono inesatte.
Grazie, Clemente Mastella

Mastella a “Il Fatto quotidiano”: “Io, fregato dai voltagabbana… Il mio clientelismo era meglio..mi dimetto e mi ricandido”

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