CORONAVIRUS. DONNARUMMA (GILDA):” Sulla didattica a distanza si deve riflettere!”

Nell’emergenza sanitaria in cui versa l’Italia per il corona-virus, anche nelle scuole sannita sono sospese le lezioni.
Il DPCM del 04 u.s chiede a tutti i dirigenti scolastici di attivare la didattica a distanza.
Sull’argomento c’è molto da discutere per gli aspetti pedagogici, sociali, sindacali e di legittimità costituzionale.
La prof.ssa Colomba Donnaruma, responsabile della Gilda di Benevento, evidenzia brevemente alcune delle criticità più evidenti, paventando che la straordinarietà faccia da apripista ad uno stravolgimento della scuola come istituzione.
Sentiamo cosa ha aggiunto ai microfoni di TV7

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3 COMMENTI

  1. La prof. ha ragione, la didattica va fatta in classe con gli alunni con cui si instaura un rapporto relazionale positivo che va ad incidere nell’apprendimento dell’alunno stesso. Ci dev’essere il transfert positivo alunno-insegnante per far in modo che l’ alunno apprenda; non solo, l’ alunno con difficoltà ha certamente ancora più bisogno del rapporto empatico con la propria insegnante.

    • Nessuno penso può mettere in dubbio una verità inerente il rapporto docente allievi, ma occorre ripensare prima di cogliere l’aspetto negativo di una modalità d’intervento dovuto ad una emergenza, accaduta e diffusa su tutto il territorio. Le azioni a distanza quindi servono per riuscire a mantenere quel rapporto così importante nell’ambito scolastico senza che si determini una lacerazione che potrebbe comportare anche la perdita, seppur in termini di conoscenza, dell’anno scolastico. Obbligare in tale emergenza gli studenti a proseguire a frequentare la scuola sapendo poi che molti sarebbero stati contagiati sarebbe stata una scelta provocatoria con ricadute in termini personali e sociali. In questa fase dovremmo prodigarci a trovare e ad utilizzare strategie di contenimento del pensiero negativo sperando che tale periodo finisca al più presto ritornando poi alla normalità.

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