Calcio. Vigorito:”Taglio stipendi? Sì, ma non uguali per tutti. Non posso togliere 50% a chi prende 3000 euro”

“Il calcio deve essere visto come un’azienda e non solo come uno sport, ed è un fenomeno economico, sociale e finanziario.

Al lato sociale crediamo di adempiere, poi c’è il resto”. Ai microfoni di Sky Sport 24 il presidente di Benevento dominatore del campionato di B fino allo stop, Oreste Vigorito, parla della situazione attuale e sottolinea che “il calcio è sostenuto da presidenti che, specie in serie B, sono tutti imprenditori a livello nazionale o locale.

Questa crisi toccherà anche le loro aziende, che mantengono il calcio”. “Non si capisce – continua Vigorito – come ci sia chi pensa di chiudere la saracinesca: così tanti ‘prodotti’ andranno in malora, e li butteremo tutti”. Una delle soluzioni, anche per il torneo cadetto, può essere il taglio degli stipendi?

“Penso che non si possa decidere un taglio e poi applicarlo a tutti in ugual maniera .- risponde -, perché i rapporti sono fra ogni società e i suoi calciatori.

In ogni club ci sono giocatori ad inizio carriera, quelli alla fine e quelli di mezzo che hanno un valore di mercato.

Bisogna parlare con loro e con i procuratori”.

“Il problema – sottolinea Vigorito – sono le aziende che sostengono il calcio, che avranno una ripresa lenta e dovranno fare i conti con la crisi.

Dobbiamo tutti dare un contributo, ma dovrà essere come si fa con le tasse, quindi in modo progressivo: a uno che prende tremila euro al mese non si può togliere metà dello stipendio”.

“Lunedì è in programma un’assemblea (in call conference n.d.r.) della nostra lega – conclude il presidente del Benevento.

 Ne verrà fuori una direttiva generale, sarà una ‘legge quadro’ all’interno della quale ognuno farà il proprio lavoro. Spero che tutti i colleghi presidenti siano d’accordo”.

Una battuta su quanto fatto dal Benevento prima dello stop: “è stata una miscela, con la voglia del pubblico di tornare in A, quella di Inzaghi di vincere e quella della società di darsi una veste degna della serie B e della A.

E’ un prodotto buono da bere per noi, e amaro per gli avversari”.

 

 

 

 

(ANSA).

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