TV7 EDUCATIONAL. “Storie del tempo liberato di Amerigo Ciervo”, intervistato dal prof.Nicola Sguera.

Ritiratosi dall’insegnamento “attivo”, Amerigo Ciervo, fino allo scorso anno tra le colonne portanti del Liceo Giannone, tra i pionieri in Campania della ricerca etnomusicologica con “i Musicalia”, traccia un bilancio ideale della sua esperienza di educatore con uno sguardo critico ma mai disilluso sulla scuola. Una penna mai così felice, capace di mescolare serio e faceto, coniugando leggerezza e profondità, ci restituisce una “missione” che può condurre i giovani “fuori dalla caverna” in un processo di liberazione in cui l’educatore lascia emergere le potenzialità e le vocazioni dell’allievo, troppo spesso uccello ingabbiato da convenzioni e dogmi sociali acriticamente accettati.

Mescolando registri stilistici e contaminando cultura “alta” e cultura “popolare”, ma ritenendo Totò filosofo di prim’ordine accanto a Platone e Kant, e Pulcinella maschera rivelatoria del carattere d’un intero popolo, Ciervo formula un giudizio severo su un presente in cui la politica, recitata da commedianti di quart’ordine, ha rinunziato ai suoi compiti.

In un’ininterrotta “corrispondenza d’amorosi sensi” con i propri allievi, traspare sempre un ottimismo della volontà che individua due possibili rimedi alla catastrofe del presente: il primo è una riforma della scuola che non provenga da tecnocrati che ne ignorano l’anima, partendo da una riqualificazione del ruolo dei docenti; il secondo è la custodia di un passato e di una tradizione ignorando i quali ci condanniamo alla cecità e all’incomprensione del presente.

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