Anche per gli insegnanti di religione il riconoscimento dell’illegittimità della loro condizione e il diritto al risarcimento.

Ancora soddisfacenti risultati per i lavoratori precari della scuola: questa volta ad ottenere la tutela dei propri diritti, così come riconosciuti ai docenti di ruolo, sono gli insegnanti di religione. Per consolidata giurisprudenza di merito e di legittimità, infatti, gli IdR incaricati annuali costituiscono una categoria equiparabile  al restante personale docente.

La reiterazione dei contratti a termine si appalesa incompatibile con le disposizioni comunitarie e, dunque, come stabilito anche dalla Corte Europea, il Giudice Nazionale ha l’obbligo di interpretare le norme di diritto interno in modo compatibile con l’ordinamento comunitario.

Continua, inevitabilmente, il compiacimento dell’avvocato Vincenzo Piscitelli che da anni porta avanti la battaglia in favore dei lavoratori precari: “Non posso che esprimere la mia soddisfazione – ha commentato il legale beneventano – per questi ulteriori successi ottenuti in favore anche degli insegnanti di religione; finalmente, anche essi, proprio al pari degli altri lavoratori precari, possono vedere tutelati i loro diritti all’interno del sistema nazionale di istruzione. Come riconosciuto anche dal Tribunale di Benevento, in accoglimento dei ricorsi presentati dallo scrivente, i docenti di religione che hanno sopportato l’illegittimo utilizzo del contratto a tempo determinato, oltre il termine di 36 mesi, hanno subito un abuso che, in assenza di esigenze realmente temporanee, è meritevole di essere adeguatamente risarcito. Inoltre, sottolinea l’avv. Piscitelli, poiché i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole rispetto a quelli a tempo indeterminato, agli stessi spetta il riconoscimento integrale, ai fini giuridici ed economici di tutto il servizio prestato in virtù dei contratti a tempo determinato”.

Finalmente, dunque, buone notizie anche per tutti gli insegnanti di religione che possono ottenere la tutela dei loro diritti contro la illegittima reiterazione dei contratti a termine, aderendo ai ricorsi predisposti unicamente per loro. “Inoltre, ha ribadito l’avvocato Piscitelli, poiché solo per tale categoria di lavoratori nella scuola, l’art. 1bis della L. 159/2019 non ha previsto nessun concorso straordinario, tale situazione si presenta come grave discriminazione che, come tale, merita di essere tutelata nelle sedi opportune”.

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