Beirut, assalto ai ministeri: scontri e centinaia di feriti. Ucciso un agente

Beirut, 8 ago. (Adnkronos/Dpa) – Scontri e feriti a Beirut. I manifestanti libanesi, scesi in piazza per chiedere giustizia , hanno preso d’assalto il ministero degli Esteri e quello dell’Economia a Beirut. Il quotidiano Daily Star parla anche di saccheggi. I libanesi commemorano nella Capitale le vittime delle , con una manifestazione di massa voluta per chiedere “Giustizia per le vittime, vendetta contro il regime”. Le immagini, trasmesse sui social media, mostrano i manifestanti che lanciano documenti e foto del presidente Michel Aoun dalle finestre del ministero dell’Economia, che si trova in Piazza dei Martiri in centro a Beirut.

Il primo ministro libanese Hassan Diab ha puntato il dito contro la ”corruzione” identificata come ”causa dell’esplosione” che martedì ha colpito il porto di Beirut causando la morte di almeno 158 persone. Lo ha dichiarato lo stesso Diab in un discorso alla nazione trasmesso in diretta tv e annunciando l’intenzione di fissare ”un ultimatum di due mesi perché le forze politiche raggiungano un accordo”. Il premier libanese ha quindi annunciato che ”lunedì chiederò al Consiglio dei ministri di convocare elezioni anticipate”.

Poco prima erano entrati in quello degli Esteri, dove hanno dato alle fiamme le fotografie del presidente libanese Michel Aoun. Dall’interno del ministero degli Esteri occupato, i manifestanti avevano chiesto che venissero processati i responsabili dell’esplosione di martedì e le dimissioni dell’attuale leadership politica. Con alcuni striscioni, i manifestanti hanno anche chiesto la demilitarizzazione di Beirut.

I feriti negli scontri con la polizia sono stati 109 in centro a Beirut, dove oggi si è svolto il cosiddetto ‘Sabato della rabbia’. Ad aggiornare il bilancio è stata la Mezzaluna Rossa libanese, spiegando che 22 persone sono state trasferite in ospedale.

La polizia libanese ha confermato che un suo agente è rimasto ucciso negli scontri con i manifestanti. Lo ha dichiarato un portavoce della polizia citato dal quotidiano Asharq Al-Awsat.

Il collegamento a internet risulta interrotto in centro a Beirut, dove sono in corso proteste contro il governo. Lo riferiscono i media libanesi, parlando anche di servizi telefonici estremamente carenti.

L’ULTIMO BILANCIO ESPLOSIONE – Intanto è salito a 158 morti e circa seimila feriti il bilancio dell’esplosione che ha colpito martedì il porto di Beirut. E’ quanto si legge nell’ultimo bilancio fornito dal ministero della Sanità, che parla di quattro decessi e mille feriti in più rispetto a quelli stimati ieri. Restano disperse 21 persone, come si legge nella nota del ministero rilanciata dall’emittente televisiva Lbc.

L’IPOTESI DELL’INCIDENTE – ”La Francia ritiene che ci siano elementi sufficienti per ritenere che l’esplosione di Beirut sia stata un incidente” ha reso noto una fonte ufficiale dell’Eliseo, come riporta il Daily Star. ”Ci sono elementi oggettivi a sufficienza per ritenere che l’hangar è esploso per motivi accidentali”, ha dichiarato una fonte ufficiale della presidenza francese. Ieri il presidente libanese Michel Aoun aveva parlato della ”possibilità di una interferenza straniera, come un missile, una bomba o un altro mezzo” come causa dell’esplosione di Beirut.

L’EUROPA – Il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, è partito per il Libano in una visita destinata a testimoniare ‘solidarietà’ al popolo libanese. L’ex premier belga, che si è detto “commosso e intristito” per la tragedia, ha in programma incontri nel corso della giornata con il presidente libanese Michel Aoun, con il premier Hassan Diab, e con il presidente del parlamento Nabih Berri. Michel sarà l’unico rappresentante delle istituzioni europee a visitare il Libano: al momento l’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di sicurezza comune dell’Ue, Josep Borrell, non ha in programma viaggi nel Paese.

COVID – I medici libanesi prevedono un aumento di casi di nelle prossime due settimane nel Paese dovuto alle proteste di piazza in corso oggi a Beirut, dove migliaia di persone sono scese in piazza nel cosiddetto ‘Sabato della rabbia’ per contestare il governo dopo l’esplosione di martedì. ”Sfortunatamente questa situazione è controproducente rispetto alla trasmissione del virus”, ha dichiarato il direttore dell’ospedale Rafik Hariri di Beirut, Firass Abiad, all’emittente al-Arabiya. ”Stiamo assistendo sicuramente a un aumento consistente di casi, non è un momento fortunato”, ha aggiunto. Prima della deflagrazione al porto di Beirut, il Libano stava già assistendo a una seconda ondata di casi di Covid-19. Ieri sono stati 279 i nuovi casi confermati, il numero più alto da febbraio, quando è stato segnalato il primo contagio nel Paese dei Cedri.

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