Inps, Tridico: “Oltre duemila politici locali e nazionali coinvolti”

Il direttore dell'Inps: "Notizie diffuse da Repubblica, non le hanno avute da me"

Sono coinvolti “oltre duemila politici locali e nazionali”. Cosi’ il presidente Inps, Pasquale Tridico, rispondendo ai deputati nel corso dell’audizione a Montecitorio, si riferisce al bonus partite Iva.

Rendere pubblici i nomi di tutti i politici che hanno richiesto il bonus sia a livello nazionale che locale? “I tre nomi dei deputati che hanno ottenuto il bonus si conoscono, rispetto agli altri nomi abbiamo chiesto al Garante della privacy come trattare questi dati, la nota del Garante secondo noi ha bisogno di un approfondimento e abbiamo chiesto proprio come trattare questi dati. Se la commissione Lavoro ha l’esigenza di una informazione puntuale, la presidente Serracchiani ci faccia una richiesta formale e noi dopo aver chiesto al Garante offriremo una risposta esauriente”.

“Il 30 maggio- ricorda Tridico- avevamo gia’ pagato i deputati e i politici, il cda era informato della notizia ma non dei nomi“. La fuga di notizie? “Non e’ putroppo la prima ne’ l’ultima volta per l’istituto, e’ gia’ successo con il caso dell’ex brigatista che ha preso il reddito di cittadinanza. Ci sara’ massimo impegno”.

“Sono stati fatti controlli antifrode su 40 mila lavoratori per verificare che i percettori del bonus non fossero iscritti ad altri istituti di previdenza obbligatoria. Non c’e’ stata una caccia alle streghe“.

Due deputati hanno chiesto e non ottenuto il bonus 600 euro perche’ “sono presenti in altre gestioni previdenziali che noi abbiamo nei nostri archivi”. Inoltre, Tridico ha spiegato di non aver “informato il ministero del lavoro rispetto a questa azione dell’antifrode“.

“NOTIZIA DATA DA REPUBBLICA, NON DA ME”

“Il 7 agosto mi ha chiamato il direttore di ‘Repubblica’ Maurizio Molinari per dirmi che il suo giornale aveva scoperto che cinque parlamentari hanno percepito il bonus da 600 euro e mi chiede i nomi. Aspetta anche il giorno dopo, ma noi i nomi non li abbiamo dati. Sono usciti perche’ si sono autodenunciati. La notizia, pubblicata poi da ‘Repubblica’ il 9 agosto, non e’ uscita dal sottoscritto ne’ direttamente ne’ indirettamente“. E’ questa la ricostruzione del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, parlando in audizione alla Camera della vicenda dei ‘parlamentari furbetti’ che hanno usufruito dell’indennita’ per le partite Iva in difficolta’.

La conferma arriva anche dalla risposta di Repubblica, attraverso un comunicato della direzione: “Venerdi’ 7 agosto ‘Repubblica’ ha chiesto al presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, una conferma della notizia sul bonus Iva percepito da cinque parlamentari. La notizia era arrivata al giornale tramite un’altra fonte la cui identita’ non sara’ rivelata in linea con quanto scritto nel codice deontologico dei giornalisti”.

Tridico prosegue: “Le notizie non state diffuse dall’Inps, rimando al mittente accuse fantasiose di aver architettato e manipolato, le strutture dell’Istituto son indipendenti. I nomi dei parlamentari non li sa nessuno, e’ stata una notizia trafugata e io ho gia’ avviato un audit interno”.

“Da noi lacrime e sangue per metterci al servizio del paese, ai dirigenti e a tutto il personale Inps va tutto il mio ringraziamento, abbiamo dormito in ufficio per servire il paese”, sottolinea.

Duante la fase acuta dell’epidemia, spiega Tridico, “l’esigenza era pagare subito e non controllare. Abbiamo seguito la legge, i controlli sono arrivati dopo”.

I controlli sui consiglieri regionali e sui parlamentari da parte della Centrale antifrode, chiarice il presidente dell’Inps, sono scattati perche’ “godono di una situazione previdenziale particolare. Abbiamo attinto dagli open data del Viminale e di Camera e Senato e incrociati i dati con le domande. Gli approfondimenti sono in corso ancora oggi, saremo attenti e soleri”.

Gia’ con le norme del Cura Italia, racconta Tridico, l’Inps “ha risposto in modo efficace in 15 giorni” erogando “una misura, il bonus autonomi, che non esisteva prima. Una prestazione nuova e di grande successo, pagata in 15 giorni lavorativi”.

Fino ad oggi abbiamo pagato 13 milioni di prestazioni di cig, 4 milioni di bonus, il rem e’ stato erogato per 300 mila lavoratori e il bonus baby sitter a 160 mila”, sono alcuni numeri illustrati da Tridico. Il totale di invividui coinvolti raggiunge “13,3 milioni di persone senza dimenticare che in questo periodo sono state pagate prestazioni ordinarie per 41 milioni di invididui o imprese”. sottolinea.

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