Feleppa (AdC):”Preoccupa l’avvio del nuovo anno scolastico”

L’inizio dell’anno scolastico è alle porte. E come “Alleanza di Centro” riteniamo sia, ormai, tempo di dare risposte a famiglie e personale rispetto a troppi aspetti che suscitano preoccupazione e perplessità”. Così Angelo Feleppa, Segretario regionale di AdC “Sono tante le questioni che destano perplessità presso la Comunità delle famiglie.

Premettiamo la nostra vicinanza ai Dirigenti scolastici, Istituzioni scolastiche a noi prossime, che ringraziamo per il grande lavoro che stanno svolgendo e cui esprimiamo solidarietà nella loro posizione baricentrica rispetto alle legittime ansie delle famiglie e l’evanescenza dei livelli superiori, regionali e ministeriali, che si stanno avvicinando a tentoni al suono della campanella. In primo luogo, torniamo a chiedere alle Amministrazioni comunali ed a quella provinciale, che sono le proprietarie degli edifici, quale sia lo stato degli adeguamenti dei plessi, se e quali interventi siano stati posti in essere. Ed ancora, ribadiamo interrogativo già posto solo alcuni giorni addietro: tutti gli studenti della provincia seguiranno le lezioni in contesti dove sarà possibile salvaguardare il distanziamento? Ce lo chiediamo perchè, se così non fosse, quello di indossare la mascherina anche durante l’orario scolastico diventerebbe obbligo e non una facoltà. Ed ancora, auspicando che finalmente da qualcuno possano giungere i chiarimenti del caso: come si dovranno regolare i genitori nel momento in cui un figlio manifesterà anche una blanda sintomatologia respiratoria e/o qualche linea febbrile? Dovrà interpretare questi sintomi come un banale raffreddamento o sospettare una sintomatologia da Covid? In tale ultimo caso, quindi, quante volte nell’arco dell’anno, considerando le affezioni respiratorie di varia natura, si dovrà sospettare un Covid ed attivare le azioni di tamponamento? I tamponi, altro aspetto critico. Già ora la Regione Campania ha tempi di risposta lunghi per quel che riguarda l’attesa dell’esame ed il successivo processo di analisi. Cosa succederà quando, con l’avvio dell’anno scolastico, le “domande” si andranno a moltiplicare? Per quanti giorni uno studente, una famiglia, dei lavoratori, una classe dovranno restare in stand by? E si abbia anche il coraggio di chiarire un ulteriore aspetto: chi si assumerà la responsabilità di un eventuale contagio nell’ambiente scolastico? Il Ministero competente? L’Ufficio scolastico regionale o, invece, si scaricherà il tutto sul groppone dei Dirigenti scolastici? Vi è ancora troppa incertezza e temiamo che questa incertezza finirà per riversarsi sull’ambiente sanitario che, in mancanza di una organizzazione e di un coordinamento adeguati, finirà necessariamente per andare al collasso

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