Gravi disfunzioni del Tribunale di Sorveglianza di Napoli- documento congiunto delle Camere Penali del Distretto di Corte di Appello di Napoli

Toghe di magistrati appese in un ufficio del Tribunale di Roma in una immagine di archivio. ANSA / ALESSANDRO BIANCHI

Le Camere Penali di Napoli, Benevento, Irpina, Napoli Nord, Nola, Santa Maria Capua Vetere e Torre Annunziata denunciano le gravissime condizioni in cui versa il Tribunale di Sorveglianza partenopeo.

Le gravissime e croniche disfunzioni del Tribunale di Sorveglianza di Napoli – rese ancora più acute dall’attuale contesto emergenziale – oramai non sono più tollerabili.

Da troppi anni nel distretto di Corte di Appello di Napoli viene sistematicamente mortificato il diritto dei detenuti ad espiare la pena secondo principi e modalità conformi al dettato costituzionale.

L’esecuzione della pena- e la gestione dei diritti ad essa connessi- se da un lato è il momento in cui si invera il potere punitivo dello Stato, dall’altro è soprattutto il viatico per la rieducazione del detenuto, la cui centralità nel progetto statale di reinserimento può avere attuazione soltanto se il riconoscimento dei diritti del condannato non si trasformi in un’estenuante attesa o rincorsa alla tutela giurisdizionale.

Riconoscere tardivamente o “fuori tempo massimo” un diritto ad un soggetto che sta espiando o deve espiare una pena comporta una grave violazione dei principi costituzionali ed arreca un grave nocumento non solo al singolo che perde un’opportunità di reinserimento nella società, ma anche allo stesso Stato che – abdicando ad una delle sue principali funzioni – non potrà immettere nella collettività un uomo “rinnovato”.

La sistematica, atavica e non più tollerabile compressione dei diritti dei detenuti da parte dell’Ufficio di Sorveglianza di Napoli necessita di risposte ferme e tempestive e di un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i protagonisti della giurisdizione. 

E’ INFATTI INACCETTABILE

-il tempo che intercorre tra la presentazione delle richieste di accesso ai benefici penitenziari e la loro registrazione, 

-il tempo che intercorre tra la registrazione dell’istanza e la fissazione dell’udienza, 

-l’elevato numero di rinvii delle udienze per carenza o assenza di istruttoria, 

-la tempistica di invio delle impugnazioni alla Suprema Corte di Cassazione, 

-la tempistica di decisione in merito ai permessi premi premio, 

-la tempistica per la valutazione delle istanze di liberazione anticipata, 

-la tempistica per la decisione delle istanze di riabilitazione,

-la tempistica per la fissazione delle udienze di reclamo,

-la mancata e/o tardiva registrazione delle informazioni nei sistemi informati SIEP, SIUS, SIEPE e SIGE

PRESO ATTO

– che tutti i numerosi tavoli tecnici e gli incontri istituzionali sinora avuti con i vertici del Tribunale di Sorveglianza, i colti ed appassionati documenti di denuncia da parte dell’avvocatura, nonché le ripetute e prolungate astensioni non hanno, purtroppo, sortito alcun effetto in quanto le disfunzioni non hanno trovato risoluzione ed anzi il quadro risulta oggi notevolmente aggravato 

RILEVATO

-che gli Avvocati -e i suoi Organi di rappresentanza- hanno, quindi, il dovere di vigilare e garantire che l’esecuzione della pena avvenga nel rispetto del dettato costituzionale, avendo come stella polare sempre la funzione rieducativa della pena, specialmente in questo momento storico in cui il carcere è diventato esclusivamente un reclusorio, in cui sono sospese quasi tutte le attività finalizzate alla rieducazione 

Le Camere Penali di Napoli, Benevento, Irpina, Napoli Nord, Nola, Santa Maria Capua Vetere e Torre Annunziata

RIVOLGONO

FORMALE RICHIESTA al Sig. Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, affinché voglia- interpretando in maniera costituzionalmente orientata il delicato ruolo rivestito- provvedere con sollecitudine a:

-registrare le istanze di misure alternative,

-fissare, a breve scadenza, le udienze per la concessione di misure alternative,

-effettuare, prima di ogni udienza, le necessarie attività istruttorie affinchè la prima udienza di trattazione non si concretizzi di fatto in un mero rinvio,

-inoltrare senza ritardo i ricorsi alla Suprema Corte di Cassazione,

-esaminare le richieste di permesso premio e notificare nell’immediatezza i provvedimenti di diniego ai diretti interessati affinchè possano presentare reclamo,

-esaminare le istanze di concessione di liberazione anticipata pendenti,ed inoltrare tempestivamente i provvedimenti ai diretti interessati affinchè possano, in caso di diniego, presentare reclamo, 

-fissare le udienze per la concessione della riabilitazione, 

-aggiornare i sistemi informativi (SIEP) (SIUS), (SIEPE), (SIGE) affinchè gli Avvocati possano avere conoscenza in tempo reale di tutti gli sviluppi delle procedure,

-organizzare la trattazione delle udienze nel rispetto della normativa anticovid a tutela della salute  degli Avvocati, attualmente mortificati in estenuanti attese inevitabilmente assembrati all’esterno dell’aula d’udienza

Attesa l’indispensabilità e l’urgenza di tali provvedimenti, affinché il Tribunale di Sorveglianza garantisca effettivamente il rispetto del dettato costituzionale e della normativa sovranazionale

SI INVITANO

tutti i Signori Magistrati e lo stesso Presidente del Tribunale di Sorveglianza – che peraltro in numerose occasione hanno pubblicamente evidenziato le gravissime condizioni in cui versa il Tribunale di Sorveglianza partenopeo –  a rendere note le eventuali ragioni ostative all’adempimento ed a valutare ogni forma di sollecitazione -ivi inclusa la possibilità di autosospendersi dal servizio per impossibilità di rispettare le norme codicistiche e costituzionali-, affinché il Governo disponga con assoluta urgenza tutti i provvedimenti necessari per l’immediato ripristino della legalità costituzionale della pena.

In assenza di un’effettiva risoluzione delle problematiche evidenziate o dell’avvio di una congiunta azione di protesta, le Camere Penali distrettuali PREANNUNCIANO che saranno intraprese tutte le iniziative  di protesta necessarie per garantire ai detenuti il rispetto della dignità e dei diritti allo stato intollerabilmente calpestati. 

Solo attraverso una significativa azione politica congiunta (avvocati, magistrati e personale amministrativo) e mettendo realmente in gioco la nostra autorevolezza e la nostra passione,  potremo ripristinare la legalità costituzionale della pena.

Napoli, 21 marzo 2021

I Presidenti

Camera Penale di Napoli 

Camera Penale di Benevento

 

Camera Penale Irpina

Camera Penale di Napoli Nord

Camera Penale di Nola

Camera Penale di Santa Maria Capua Vetere

 

Camera Penale di Torre Annunziata 

 

ARTICOLI CORRELATI