VIDEO. Voci nella notte di Libero Varricchio, una personale che mostra il volto autentico della ‘movida’

Il titolo della mostra,Voci nella notte, è indubbiamente legato al mio lavoro, che svolgo per lo più nelle ore notturne. Trovo che di notte l’anima della persona si metta a nudo, diventa pura. Vive una sorta di dormiveglia, tra sogno e realtà, in cui si libera dalle oppressioni del quotidiano, dal ritmo frenetico e si rilassa, concedendosi spazio e tempo, per sognare”, spiega l’artista beneventano Libero Varricchio.

Al centro della scena delle sue ′opere′, esposte nelle sala Acquedotto Romano della Rocca dei Rettori dal 10 al 19 maggio 2024, c’è sempre un singolo individuo; guardandole nell’insieme, traspare una sorta di malinconia, lo sguardo del protagonista si perde nel vuoto e sembra andare aldilà della realtà. “È il mio modo di creare quello spazio e quel tempo, tra la veglia ed il sogno, dove l’uomo ritorna bambino, puro, libero: pensa solo ciò che desidera”.

Questa mostra è il tuo battesimo artistico, dopo un percorso di studio e di pratica presso l’atelier del Maestro Mario Ferrante.

Nella sua bottega e grazie ai suoi insegnamenti ho imparato a dipingere. Dopo il diploma al Liceo artistico e alcuni anni di studio all’Accademia delle Belle Arti, gli insegnamenti del maestro Ferrante sono stati fondamentali per la mia crescita pittorica. È lì che ho partorito queste mie idee, ancora in evoluzione, che caratterizzano la mia prima personale “Voci nella notte”.

Il tuo pensiero, sembra in contraddizione rispetto ai tempi: infatti è un invito alla riflessione sulla vita notturna, la cosiddetta ′movida′, che in genere è vista come sfogo, rumore, oltraggio, a volte distruzione.

Sono, queste, a mio parere, riflessioni di persone che non la vivono la movida. Io lavoro di notte, nel cuore del centro storico e posso dire che non è così: la notte è uno spazio di tempo dove giovani e adulti, trovano i veri momenti di relax. È come se fosse una ″culla″, dove l’uomo può rifugiarsi nei sui pensieri, nei suoi tormenti e nelle sue letizie, regalandosi del tempo prezioso.

L’artista spesso si ritrova a dipingere, inconsciamente ma in maniera consapevole, le emozioni che vive durante il giorno. È così anche per te?

La maggior parte dei personaggi che oggi dipingo, sembrano malinconici, tristi, a volte deformi, con colori molto scuri: è lo specchio dei tempi che viviamo. Pur se minimo, un tocco di colore però c’è sempre: è la luce, la prospettiva nuova. Il personaggio gioisce, assorto a sognare. È il mio modo di dire che in ogni cosa, in ogni persona, la speranza è una fiammella sempre accesa”.

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