Cerimonia per ricordare il Maresciallo maggiore dei Carabinieri, nonché Medaglia d’oro al valore civile “alla memoria”, Vito Ievolella, a 44 anni dal suo omicidio. Originario di Benevento si era arruolato nell’Arma nel 1948; il 10 settembre del 1981, mentre era sulla sua Fiat 128 con la moglie Iolanda, in attesa della figlia Lucia che stava facendo scuola guida, venne freddato dai sicari di Cosa nostra in piazza Principe di Camporeale. Pagò con la vita il suo impegno tenace proprio nella lotta alla mafia, in anni difficilissimi, fatti di faide e omertà.
Ievolella era molto noto negli ambienti investigativi per le sue capacità professionali, per l’impegno e per la determinazione nel fare luce, tanto sul delitto comune quanto su quello mafioso. Il suo valore gli era valso sette encomi solenni e quattordici lettere di apprezzamento da parte del Comandante Generale dell’Arma. Dalla stampa aveva ricevuto appellativi come “segugio temuto dai boss” e “specialista in casi difficili”.
Al maresciallo Ievolella, il Capo dello Stato concesse la Medaglia d’oro al valore civile con la seguente motivazione: “Addetto al Nucleo operativo di Gruppo, pur consapevole dei rischi a cui si esponeva, si impegnava con infaticabile slancio ed assoluta dedizione al dovere in prolungate e difficili indagini – rese ancora più ardue dall’ambiente caratterizzato da tradizionale omertà – che portavano all’arresto di numerosi e pericolosi aderenti ad organizzazioni mafiose. Proditoriamente fatto segno a colpi d’arma da fuoco in un vile agguato tesogli da quattro malfattori, immolava la vita ai più nobili ideali di giustizia e di grande eroismo”. Motivazione, peraltro, letta dal Maggiore Grio, nell’omonima via Ievolella, durante la seconda parte della Cerimonia.
Alle 10,00 di questa mattina, presso la Basilica della Madonna delle Grazie, si è tenuta una Santa Messa di suffragio, concelebrata da don Salvatore Varavallo, cappellano dell’Arma dei Carabinieri, e frate Antonio Tremigliozzi, alla presenza di una rappresentanza dei Carabinieri di Benevento, guidata dal Maggiore Emanuele Grio, e da una rappresentanza di Libera Benevento, guidata dal responsabile Michele Martino. Libera è l’associazione del Sacerdote don Luigi Ciotti, il quale proprio oggi compie i suoi 80 anni, sodalizio che combatte tutte le mafie, la corruzione, i fenomeni di criminalità e chi li alimenta.
Subito dopo l’Eucarestia, vi è stato il trasferimento in Via Vito Ievolella, ove sono stati deposti sul palo che regge la tabella toponomastica col nome del nostro Eroe, due fasci di fiori a cura di Libera e Cgil Benevento.
“Vito Ievolella era un uomo d’onore, non gli uomini e le donne di Cosa nostra, egli capì che per contrastare le mafie bisognava seguire i flussi di danaro. Nel nostro Paese c’è chi il Tricolore lo serve fino al sacrificio della propria vita e chi invece se ne serve per interessi personali, per interessi familiari, per fini illeciti, coniugando politica, malaffare, corruzione, massoneria deviata, cioè tutto ciò che Ievolella ha contrastato con il proprio impegno. Sta a noi ricordare chi ha pagato con la vita il suo impegno per il bene comune e per mantenere fede al suo giuramento di lealtà con lo Stato”, questo il pensiero di Michele Martino, rappresentante di Libera Benevento.











































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