Elezioni? “Per quanto ci riguarda sì, poi questa è una prerogativa del capo dello Stato. Ma dal punto di vista politico per noi è meglio andare a nuove elezioni”.Mastella – che aveva preannunciato l’intenzione di uscire dalla maggioranza in una lettera inviata al presidente del Consiglio Romano Prodi – spiega il suo “basta” in una lunga dichiarazione al termine dell’ufficio politico dell’Udeur.L’ex Guardasigilli, che assicura di non aver sentito nessuno, né Prodi né Berlusconi, spiega che non si vuole soffermare sui dettagli “per quanto dolorosi e avvilenti”. Ma i dettagli, come li definisce, sono “un’inchiesta giudiziaria faziosa e pregiudiziale, condotta con abuso di regole inquisitoriali, a partire dal ruolo inaudito e patologico delle intercettazioni e del loro traffico. Un’inchiesta che si è presto trasformata in gogna mediatica, privazione della libertà personale di una mia familiare incensurata” e con il tentativo di “messa in stato di accusa della classe dirigente di un partito del sud, di un partito di cattolici”. Tra i dettagli Mastella ci mette anche “la mancata piena solidarietà di amici e alleati timorosi di subire anch’essi la gogna mediatica, l’attacco strumentale e fazioso di personalità ministeriali che dovrebbero guardare il loro passato e riflettere più che aggredire il presente e il futuro dei loro compagni di banco”.Per non parlare del “dilagante pettegolezzo, la messa in burla e in caricatura di un lavoro onesto che credo in tutta sincerità di aver compiuto nei miei ruoli politici e istituzionali: insomma un vasto e duraturo tentativo di intimidazione ai miei danni”, sottolinea ancora Mastella. Il leader dell’Udeur spiega che non vuole fare la vittima “nonostante abbia subito una feroce aggressione che si concluderà in un nulla di fatto in tribunale”. E ha lasciato il governo per difendersi “da uomo comune”.Ma “il mio basta riguarda il profilo pubblico, come politico, come Guardasigilli impedito nelle sue funzioni costituzionali da un assedio politicamente e giudiziariamente connotato”. Per il leader del Campanile un governo e una maggioranza “hanno senso se sono capaci di aggredire i mali del Paese, non di lasciare per convenienza e opportunismo che i suoi membri siano aggrediti da gente di malaffare politico e mediatico e giudiziario”. Mastella a una maggioranza responsabile chiede di qualificarsi per “la capacità di restaurare fino in fondo lo stato di diritto, di censurare chi lo viola sistematicamente ricorrendo al mezzo televisivo e alle ordinanze di custodia cautelare”.E ancora, per Mastella una coalizione perbene dovrebbe “porre fine allo scandalo della giustizia ingiusta e delle intercettazioni usate come grimaldello per violare i diritti della persona”. Una coalizione riformatrice deve “trovare il coraggio di ribellarsi a questo andazzo che mette in discussione le basi della convivenza democratica”. “Questo non e’ successo. E nella speranza di rendere possibile che questo accada in un vicino futuro politico, con tutte le forze che saranno disponibili a prendere in mano la bandiera della liberta’ e della giustizia, ora dico basta e mi riprendo fino in fondo la mia autonomia di uomo, di politico, di cittadino della Repubblica. Non tratto, non negozio, non accetto mezze misure: mi batto e mi battero’ per un governo e una mggioranza in grado di ridare un senso alla giustizia come misura legale e formale di civili rapporto tra gli uomini e le donne di questo grande Paese, che non merita lo spettacolo al quale e’ stato condannato da anni di inerzia e che e’ sotto gli occhi di tutti”.





































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