DI SISTO ADERISCE AD INDIPENDENZA NELLA PROSPETTIVA DI FUTURO NAZIONALE

“Lascio Fratelli d’Italia: per una destra identitaria, senza speculazioni
Alla luce di quanto sta accadendo, non mi sento più parte del direttivo di Fratelli d’Italia. Lo scrive in un post Lucio Di Sisto”
È una scelta che nasce da un percorso di consapevolezza, non da dinamiche contingenti.
Sono convinto che l’adesione a Indipendenza, oggi rappresentata da Federico Paolucci, nella prospettiva della fusione con Futuro Nazionale prevista per il mese di giugno, possa contribuire a ricostruire una destra più identitaria, coerente e radicata nei valori. Una destra fatta da persone che credono realmente in un progetto politico, e non da chi ha semplicemente cavalcato l’onda del momento.
Alcune considerazioni su quanto emerso dalla stampa beneventana, tuttavia, meritano di essere fatte.
La prima riguarda l’intervento in aula della collega consigliera Rosetta De Stasio che, nel pieno della polemica sul Parco De Mita, ha parlato di vigilanza non autorizzata, concludendo con una frase molto netta:
“Altro che parco pubblico, questo è diventato un parco di gentaglia.”
Ritengo che, nel ricoprire cariche pubbliche, sia fondamentale utilizzare toni consoni e appropriati, evitando di alimentare un clima di tensione sociale già elevato. Generalizzazioni di questo tipo rischiano di colpire indistintamente anche tante persone perbene — famiglie e cittadini — che frequentano quei luoghi con rispetto.
Le parole pesano, soprattutto quando arrivano da chi rappresenta le istituzioni.
Proprio per questo, invece di alimentare polemiche, sarebbe più utile aprire un confronto serio su come garantire sicurezza e piena fruibilità del Parco De Mita, attraverso strumenti chiari, regole condivise e controlli adeguati, senza criminalizzare chi vive questi spazi in modo civile.
Le istituzioni hanno il dovere di unire, non di dividere; di rappresentare tutti i cittadini, soprattutto nei momenti in cui il clima sociale rischia di surriscaldarsi.
Per quanto riguarda la vicenda del dirigente comunale, dott. SantaMaria, c’è una Procura che sta indagando e che farà il suo corso. Le vicende giudiziarie devono restare tali: non si fa politica sulle indagini.
Non sono un sostenitore di Clemente Mastella, ma è giusto ricordare che, dopo oltre cinquant’anni di attività politica — e anche dopo vicende complesse che ne hanno segnato la reputazione, poi rientrate — continua a godere di un consenso significativo, come dimostrano le ultime elezioni. Un motivo, evidentemente, c’è.
Ad oggi Mastella non risulta indagato e non credo abbia bisogno di denaro illecito: il suo obiettivo è sempre stato quello di restare centrale nella vita politica. È altrettanto evidente che nessun amministratore può avere tutto sotto controllo in ogni momento e l’eventuale presenza di “mele marce” non può automaticamente tradursi in responsabilità personali, se non accertate.
Detto questo, Mastella resta Mastella: una figura che ha segnato un’epoca e il cui peso, nel bene o nel male, continuerà a farsi sentire ancora a lungo. Pensare di costruire consenso politico approfittando di un suo presunto momento di debolezza sarebbe un errore di valutazione.
Al contrario, la sua lunga esperienza gli ha consentito di sviluppare una capacità di adattamento e una lucidità politica che pochi oggi possono vantare. Chi lo considera politicamente finito rischia di sottovalutarne, ancora una volta, la resilienza.
La politica, oggi più che mai, dovrebbe concentrarsi sui problemi reali dei cittadini, evitando scorciatoie mediatiche e attacchi strumentali.
I cittadini chiedono risposte, non scontri”. Così conclude il suo intervento sui canali social Lucio Di Sisto.
Soddisfazione è stata espressa da Federico Paolucci Segretario provinciale Indipendenza: “Molti altri hanno già aderito, Vi terremo costantemente informati”, queste le sue parole.

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