Ciclo dei Rifiuti nel Sannio, Errico Attacca il Piano Eda: “Rischio Aumenti Tari e Costi Insostenibili”

Nel corso della seduta odierna della Commissione Ambiente del Consiglio Regionale della Campania, il consigliere regionale Fernando Errico, che ricopre anche il ruolo di segretario della Commissione, ha sollevato importanti criticità in merito alla delibera approvata dall’Ente d’Ambito di Benevento relativa al progetto dei servizi di igiene urbana. Nel confronto con il direttore generale Ciclo Integrato dei Rifiuti, Autorizzazioni Ambientali, Osservatorio e Documentazione della Giunta Regionale, Antonello Barretta, il consigliere Errico ha evidenziato come l’impostazione adottata dall’Eda riguardi esclusivamente due aspetti del ciclo integrato dei rifiuti (spazzamento e raccolta), lasciando fuori elementi fondamentali quali trasporto e smaltimento. Una scelta che, secondo Errico, genera forti perplessità soprattutto sul piano economico, poiché la stima dei costi viene effettuata su un quadro parziale e non sull’intera complessità del servizio. “Non possiamo ragionare su una programmazione che affronta soltanto una parte del ciclo integrato dei rifiuti senza avere un quadro completo degli effetti economici e organizzativi sull’intero sistema provinciale – ha dichiarato Errico nel corso della Commissione – Parliamo di un servizio essenziale che incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini e sulle tasche delle famiglie e delle imprese”. Il direttore Generale Barretta, nella propria risposta, ha espresso condivisione rispetto alle osservazioni avanzate, annunciando che la questione sarà affrontata in un prossimo incontro con i vertici dell’Eda Benevento. La delibera n. 8 approvata dall’Ente d’Ambito lo scorso 30 aprile, sebbene adottata “solo in linea tecnica”, introduce una profonda revisione dell’organizzazione del servizio, prevedendo l’affidamento in concessione per dieci anni delle attività di spazzamento e raccolta, con la delega al futuro concessionario persino della gestione della Tari. Secondo quanto emerso dall’analisi degli atti, il progetto determinerebbe un significativo incremento dei costi diretti e degli investimenti, con inevitabili ripercussioni sui cittadini e sulle imprese. Tra gli aspetti più controversi vi sono l’aumento del personale da 292 a 382 unità, la realizzazione di nuove sedi operative e l’acquisizione di ulteriori mezzi e strutture a supporto dei sei Sad previsti dal piano. “È necessario comprendere fino in fondo quale sarà l’impatto reale di queste scelte sui cittadini – ha aggiunto Errico -. Un incremento così rilevante dei costi strutturali rischia inevitabilmente di tradursi in un aumento della Tari in un territorio che già vive condizioni economiche complesse”.

ARTICOLI CORRELATI