Negli ultimi giorni il sindaco Clemente Mastella ha annunciato il trasferimento al patrimonio comunale di due immobili, uno in via Enzo Ferrari e un altro in contrada Roseto, confiscati alla criminalità organizzata: il Coordinamento Provinciale di Libera ritiene importante riportare il tema all’interno di una riflessione più ampia, consapevoli che, sul tema, l’Amministrazione comunale si è contraddistinta più per gli annunci che per la concretezza delle azioni. Così interviene LIBERA.
L’acquisizione dei beni rappresenta un passaggio necessario e positivo. Tuttavia, è solo il punto di partenza. La vera sfida riguarda ciò che accade dopo: le scelte sulla destinazione, le modalità di gestione e, soprattutto, il coinvolgimento della comunità.
Negli anni, il tema dei beni confiscati non sempre è stato al centro dell’azione politica con la continuità e l’attenzione che merita. Spesso, i risultati raggiunti sono stati accompagnati e sollecitati dall’impegno della società civile, delle associazioni e delle istituzioni.
Anche per questo, oggi appare fondamentale evitare che questi passaggi si esauriscano in annunci o in atti meramente amministrativi. Restano aperte questioni concrete, come il pieno utilizzo di un bene già disponibile, ovvero la palazzina dell’ex Cementificio Ciotta, per la quale si registrano ritardi che meritano risposte chiare.
Allo stesso tempo, desta preoccupazione un approccio che, in più occasioni, è apparso poco orientato al confronto pubblico e alla costruzione condivisa delle scelte. La destinazione di un bene confiscato non è solo un atto tecnico, ma una decisione profondamente politica, che dovrebbe coinvolgere il Consiglio Comunale, le realtà sociali e i cittadini.
La restituzione dei beni alla collettività non può ridursi a una semplice assegnazione, ma deve tradursi in un percorso plurale e partecipato, capace di trasformare quei beni in veri beni comuni.
In molte realtà della Campania, questo è già avvenuto attraverso processi di dialogo e collaborazione tra istituzioni e territorio, dando vita a esperienze significative di antimafia sociale. È su questa direzione che riteniamo importante investire anche a Benevento.
Il Coordinamento Provinciale di Libera ribadisce la propria disponibilità a contribuire a questo percorso, nella convinzione che il contrasto alle mafie passi anche dalla capacità di costruire insieme alternative concrete, fondate su partecipazione, trasparenza e responsabilità condivisa.
L’auspicio è che l’attenzione oggi rilanciata possa tradursi in un cambio di passo reale: meno gestione emergenziale e più visione, meno autoreferenzialità e più confronto, per fare dei beni confiscati una vera risorsa per la comunità.





































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