Sembra aprirsi uno spiraglio nella vertenza delle piccole e medie imprese funebri: il 3 gennaio ci sarà un tavolo tecnico per affrontare il nodo della protesta di oggi.
“Finora c’è stato silenzio hanno spiegato dal Comitato – vediamo se si passerà ai fatti”. Certo è che il ricorso al Tar, così come annunciato, sarà in ogni caso presentato. Gli impresari annunciano la nascita di una Associazione “autonoma e slegata da qualsiasi vecchia logica di appartenenza” che ha caratterizzato il settore. “Grazie ai riflettori accesi dai media – ha fatto sapere – stiamo ricevendo numerose telefonate di colleghi anche di altre province”. Il corteo di protesta “funebre” ha visto sfilare dal Molo Beverello, nel porto di Napoli, 5 autocarri seguiti, a piedi, dai titolari e i loro dipendenti, fino a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione, dove, poi, sono stati ricevuti. Ma la protesta del Comitato spontaneo spacca gli appartenenti al settore. Alessio Salvato e Gennaro Tammaro, rappresentanti di Efi, Eccellenza funeraria italiana plaudono alle tre delibere della Giunta campana perché “finalmente si dà piena attuazione alle norme” e attaccano chi, invece, oggi era in piazza. “Dopo 16 anni, abbiamo la piena attuazione in Campania della legge del 2001 – hanno evidenziato – Una regione che è stata spesso alle prese con il racket del caro estinto”. “Queste delibere servono davvero – hanno spiegato – per far emergere il sommerso di questo settore, ristabilire la legalità, imporre professionalità”. E mettono sotto accusa anche Valeria Ciarambino, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle che oggi ha preso parte alla manifestazione di protesta. Per Ciarambino, quelle di De Luca sono “delibere che ammazzano le piccole imprese, favorendo un oligopolio, una concentrazione di attività nelle mani di poche grandi imprese”. “Non ci sarà, invece, alcun monopolio di poche pompe funebri come affermato dalla Ciarambino – rispondono i rappresentati di Efi – Chi oggi è sceso in piazza ha avuto a disposizione 16 anni per mettersi in regola e non l’ha fatto”. Il Movimento 5 Stelle è pronto, come ha reso noto Ciarambino, a ripresentare un emendamento al collegato al Bilancio che prevede la rimozione dei requisiti previsti dalle delibere regionali in base alle quali ogni ditta dovrà avere un direttore tecnico e almeno 4 dipendenti assunti a tempo indeterminato e full time. “Lo avevamo già presentato per la Legge di Stabilità ed è stato dichiarato inammissibile – ha evidenziato – Chiederemo che i requisiti debbano essere quelli del contratto collettivo nazionale di categoria e che il numero dei dipendenti possa essere soddisfatto dalle imprese del settore anche in forma consorziata”. Le tre delibere prevedono, inoltre, percorsi formativi specifici per i dipendenti delle ditte funebri. Luca Lanzetta, di Aciief, a capo delle scuole di formazione campane del Movimento Libero e Autonomo, ha ricordato che da tempo “i nostri convocati hanno si sono dotati da tempo di percorsi ad hoc per i cimiteriali”. “Ogni mestiere ha bisogno di professionisti – ha concluso Lanzetta – è assurdo che gli operatori del comparto funebre credano di godere di una specie di deroga quando svolgono un compito così delicato”.















































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