ALVEO FIUME CALORE

La riduzione dell’imponente prelievo alle sorgenti del fiume Calore di 5.000 litri al secondo che va avanti da circa 50 anni in forza di decreti ministeriali, accompagnandosi alla ricorrente siccità, determina infatti il completo prosciugamento del fiume Calore, affluente del Volturno, almeno nel tratto da Apice alla città di Benevento. L’alveo ritrova un po’ d’acqua solo alle porte del capoluogo, prima di proseguire verso il casertano per oltre 50 chilometri circa, esclusivamente perché colà confluisce il fiume Tammaro, affluente proveniente dal Molise e le cui acque vengono imbrigliate dalla diga di Campolattaro e rilasciate in piccole quantità nei mesi estivi. E’ una situazione che, secondo il Settore pianificazione della Provincia di Benevento, provoca “gravi danni all’ecosistema fluviale” nel tratto dai confini con la Provincia irpina al territorio della città capoluogo del Sannio. A fronte di questa “totale assenza di deflusso” che “ormai si ripete da alcuni anni” occorrono, si legge nella nota del Settore Pianificazione, “soluzioni condivise” per garantire “un minimo di deflusso a salvaguardia dell’ecosistema fluviale, della capacità autodepurativa, delle condizioni igienico-sanitarie e delle attività che ne possono utilizzare l’acqua per finalità produttive”.

ARTICOLI CORRELATI