“Stamattina ho letto il titolo sulla prima pagina di un quotidiano: “La furia dei vandali sulla città”. Così è! Sulla nostra amata Benevento” – è la nota di Domenico Russo, presidente della GESESA – “Di ieri, appunto, è la notizia dell’abbattimento di uno dei pilastri in pietra che, unitamente alle catene in ferro, delimitano l’area verde ai piedi dell’Arco di Traiano. In precedenza ho seguito le notizie relative alla triste vandalizzazione sia delle panchine tecnologiche, avvenuta subito dopo la loro installazione in piazza Roma, sia degli armadietti stradali della rete telefonica collocati nel centro storico, nonché più di recente ho letto dei molteplici sversamenti illeciti di rifiuti presso gli ecopunti comunali. Si tenga presente che Gesesa nell’ultimo mese, purtroppo, è dovuta intervenire per ripristinare proprio l’impianto di irrigazione dell’aiuola dell’Arco di Traiano, vandalizzato per la terza volta negli ultimi anni. Aiuola che provvede a curare da tempo, contribuendo a garantire una bella cornice al nostro magnifico Arco. Gesesa, sempre nell’ultimo mese, è inoltre intervenuta in viale Principe di Napoli per riparare con una saldatura una fontana in ghisa, installata non da molto, divelta dalla propria base e sostituendone il rubinetto danneggiato; ha riparato un fontanino a Piazza Roma, nei pressi delle panchine vandalizzate, il cui rubinetto era stato letteralmente sradicato dalle tubazioni sottostanti, non per la prima volta; in viale Aldo Moro è intervenuta per bloccare la perdita di un fontanino vandalizzato. In precedenza interventi simili sono stati necessari anche in altre zone della città, sempre a causa di atti vandalici. Preciso che Gesesa non ha la responsabilità della manutenzione di fontane e fontanini presenti in Città, tuttavia cerca sempre di offrire la propria doverosa collaborazione per risolvere i problemi. Comunque, in questo caso il tema è chiaramente di altra natura, così come il senso di questa mia riflessione.
Georges Duhamel nel 1918 scriveva: “Se la civiltà non è nel cuore dell’uomo, ebbene, essa non è da nessuna parte”.
Per quanto riguarda la nostra comunità, pertanto, la conclusione è tanto ovvia quanto triste. Evidentemente, in diversi cuori di civiltà sembra non esserne presente neanche una timida ombra. Se poi quei cuori appartengono alle nuove generazioni, che dovrebbero occuparsi di salvare questo malandato mondo, beh, allora siamo molto mal messi! E molto spesso sembra proprio che sia così. Ed allora, che ciascuno faccia la propria parte, prima che la situazione diventi irrecuperabile. La responsabilità è di tutti. Inoltre, sarebbe auspicabile che i cittadini, anche adolescenti, segnalassero alle autorità competenti quando vedono compiere atti vandalici. Se possibile, riprendessero i vandali con foto e video. È vero anche che i controlli degli organi deputati dovrebbero essere più efficaci. Positiva in tal senso la prossima installazione da parte del Comune di Benevento di telecamere nella zona dell’Arco di Traiano. Tuttavia, in ogni caso, senza senso civico dei cittadini nulla sarà sufficiente. Le sanzioni ci sono ma si possono applicare solo dopo la individuazione certa dei responsabili ed inoltre, purtroppo, sembra che non costituiscano un valido deterrente. L’indifferenza e l’omertà renderanno sempre più devastante e dilagante l’inciviltà. Parliamone tra di noi, parliamone con i nostri figli. Ognuno di noi offra il proprio contributo per far prevalere i tanti aspetti positivi presenti nella stragrande maggioranza della gioventù beneventana e per non consentire che una minoranza di balordi, maggiorenni e minorenni, distrugga impunemente tutto ciò che vuole nella nostra meravigliosa e storica città. Non consentiamolo più.
Oggi attaccano cose, domani potrebbero attaccare persone, compresi i nostri figli. Interveniamo prima di raggiungere il fondo come nei recenti casi drammatici di stupro a Caivano e Palermo, o come il caso comunque orrendo di Anagni, dove per divertirsi alcuni ragazzi durante una festa di diciotto anni hanno ucciso a calci una capretta indifesa, riprendendo e postando il video sui social. Ieri, in pieno centro a Napoli, un ragazzo di sedici anni, già con precedenti anche per tentato omicidio, avrebbe addirittura sparato ed ucciso un giovane musicista ventiquattrenne, per questioni di parcheggio. Siamo al cospetto di una escalation di barbarie ad opera di adolescenti o poco più, probabilmente senza precedenti simili nel nostro Paese. Non pensiamo di essere immuni da tutto questo come comunità di una piccola città. È in corso un processo antropologico che ci sfugge e che oltrepassa le nostre certezze. Tra i figli di questa città ci potrebbero essere potenziali carnefici e potenziali vittime e potrebbero essere a casa nostra. Togliamoci dalla testa che i mostri siano tutti brutti, cattivi e riconoscibili. Il mostro potrebbe essere il compagno o la compagna di classe dei nostri figli con la faccia d’angelo. Oppure potrebbe essere proprio nostro figlio o nostra figlia. Non commettiamo il gravissimo errore di escluderlo con certezza assoluta. Si può diventare mostri in poco tempo se non si hanno gli anticorpi necessari. Può bastare una serata sbagliata ed indietro non si torna più!
Ciò detto, tornando al problema attuale che si sta manifestando a Benevento, chi si comporta da vandalo, distruggendo i beni cittadini, dimostra di essere un incivile, uno stupido, uno sfigato e non va né temuto né tantomeno idolatrato! Figuriamoci chi poi si comporta da vergognoso criminale, come nei casi di uccisione violenta di animali o addirittura come nei casi di stupro e di omicidio.
Cari ragazzi, dalla parte giusta ci siete voi e siete molto più numerosi. Fate prevalere con orgoglio e a testa alta, oggi e in futuro, i valori sani che vi sono stati trasmessi dalle vostre famiglie e dalle scuole che avete frequentato e che frequentate. Non imitate mai i vostri coetanei che si comportano da vandali o gli adulti che oramai sono vandali, come quelli che sversano rifiuti in modo illecito nella nostra città presso gli ecopunti comunali. Denunciateli, denunciamoli. Voi siete migliori di loro e per salvare questo mondo malato dovrete essere migliori anche di noi. Ribellatevi, con gentilezza, contro l’inciviltà!”











































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