BENEVENTO CANDIDA S. SOFIA A PATRIMONIO MONDIALE DELL’UNESCO

La Chiesa di Santa Sofia in Benevento, gioiello unico dell’arte longobarda, è inserita nella candidatura seriale ‘Italia Langobardorum – centri di culto e di potere’, presentata dal Ministero dei Beni Culturali come unica proposta italiana per il 2008. Nel luglio prossimo, all’interno della sessione di lavori che si svolgerà a Siviglia, è atteso il verdetto sui 6 siti della Langobardia Major e Minor inseriti nella candidatura: Cividale, Brescia, Castelseprio (Langobarda Major); Benevento, Spoleto, Monte Sant’Angelo (Langobarda Minor).L’iniziativa collima con il progetto, perseguito dall’amministrazione comunale di Benevento, di porre il patrimonio dei beni culturali ed il proprio centro storico al centro delle proprie strategie di sviluppo economico e sociale dell’area.Si tratta di iniziative che si muovono su diverse direttrici. E dunque, mentre la candidatura all’Unesco si caratterizza quale riconoscimento ‘classico’ di un patrimonio dalle importanti risorse, il progetto di Muralia punta a creare sinergie ed attenzioni all’interno dei nuovi settori dell’arte moderna. L’ambizione perseguita è coniugare il potenziamento e la riconoscibilità del vasto patrimonio storico presente, alla produzione dei nuovi stili e delle nuove tendenze.Va inoltre ricordato come Benevento sia già nota per i suoi festival che tra teatro (Benevento Città Spettacolo) e iniziative popolari (Quattro notti e più di luna piena), richiamano in estate migliaia di visitatori all’interno delle sue mura longobarde.“La storia e le bellezze di Benevento – ha commentato il sindaco Fausto Pepe – rappresentano una ricchezza per troppo tempo sottratta agli occhi della grande comunità internazionale: siamo convinti che sia giunto il momento di sollevare il velo che ne ha coperto lo splendore”.Per l’assessore ai Beni ed alle Attività Culturali, e vicesindaco di Benevento, Raffaele Del Vecchio, “Le possibilità di imporsi velocemente nel panorama globale dei centri di cultura, ci consente di recuperare quel ruolo e quella funzione che la città ha giocato nei secoli, superando i limiti di uno sviluppo asimmetrico. Già capitale della Longobardia, Benevento riapre oggi le proprie porte allo scambio di conoscenze e saperi che sui grandi corridoi transeuropei sono caratterizzati da una nuova velocità. Al centro del Mediterraneo, Benevento sarà sempre più moderna e funzionale, restando unica per il suo cuore longobardo”. La chiesa di S. Sofia era parte di un’abbazia benedettina di fondazione longobarda (760); il portale del XII sec. è inquadrato da de colonne romane; la pianta dell’interno è singolarissima: esagono, decagono, impianto stellare e semicircolare si combinano sotto la cupola con intelligenti giochi di prospettiva; nelle absidi, resti di notevoli affreschi del sec. VII. Nell’antico monastero, intorno al chiostro (sec. XII) a quadrifore con archi arabeggianti, ha sede il Museo del Sannio; nella sezione archeologica, reperti sanniti dalla necropoli di Caudium (Montesarchio), ceramiche greco-italiote e italiche, marmi classici fra cui una replica del Doriforo, statue egizie e neoegizie dal tempio di Iside; la sezione di arte medievale e moderna comprende sculture medievali, oggetti di arti minori e una pinacoteca con dipinti di maestri romani e napoletani del ‘600 e del ‘700, nonché una collezione di arte contemporanea; nella sezione numismatica le monete auree del principato beneventano.

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