CALCIO. FLORO FLORES: “A SALERNO CON IL DUBBIO SALVEMINI. CONOSCIAMO LA NOSTRA FORZA E L’OBIETTIVO DA RAGGIUNGERE”

L’allenatore del Benevento, dopo l’allenamento odierno  ha preso parte alla consueta conferenza stampa a due giorni dalla trentacinquesima giornata del campionato di Serie C 2025-26 contro la Salernitana.

Antonio Floro Flores ha presentato così il derby esterno tra giallorossi e granata, analizzando anche la condizione di alcuni singoli e delle tattiche della squadra in generale in vista del sedicesimo turno del girone di ritorno.

Di seguito, quindi, le parole del tecnico della Strega in merito all’incontro valido per la trentacinquesima giornata del girone C di Serie C, in programma all’Arechi dopodomani, lunedì 6 aprile, con fischio d’inizio alle ore 14:30:

SULLA SETTIMANA LUNGA DI LAVORO E SU SALVEMINI: “Salvemini ha avuto un problema alla schiena e si è fermato, valuteremo domani se è disponibile per la partita. Per il resto stanno tutti bene, tranne Caldirola che si è operato e domani si toglie i tamponi. E’ stata una bella settimana. A questi ragazzi si può dire tutto ma si allenano, giocano e si divertono. Questa è una squadra matura che sa quello che può raggiungere“.

SUL DERBY CONTRO LA SALERNITANA: “Hanno qualche infortunio, ma li abbiamo anche noi tra Ricci, Simonetti, Mehic e Salvemini che non ho avuto per gran parte del campionato. E’ un dato di fatto, non sono scusanti. La Salernitana ha grandi individualità, ha fatto un po’ fatica ma nell’ultima partita contro il Potenza il risultato è falso perché ha fatto un gran primo tempo. Non mi soffermo su quello. Sappiamo che la Salernitana ha individualità e uno stadio per spinge, è un derby e al di là del risultato dell’andata sappiamo che cosa affrontiamo“.

SULLE ASPETTATIVE IN VISTA DELLA SFIDA DI LUNEDI’: “Vogliamo essere il Benevento del primo tempo contro il Cosenza, dobbiamo essere così. Magari c’è stata un po’ di rilassatezza, ma penso sia normale perché questi ragazzi non tirano il fiato da quando sono arrivato. Sono stati sempre sul pezzo. Dobbiamo fare una partita sulla base della nostra identità, davanti abbiamo una squadra forte e dipenderà da come approcciano loro la partita ma noi dobbiamo essere pronti a qualsiasi evenienza. Abbiamo un obiettivo e la Salernitana ha lo stesso, siamo sullo stesso livello. Con il Foggia mi sono arrabbiato, con il Monopoli la partita è stata condizionata un po’ dal campo e dall’erba. Non possiamo sempre pensare di andare a mille all’ora, ci sta un periodo di flessione. Sappiamo quello che siamo e quello che vogliamo. Se avessi visto una squadra con un po’ di svogliatezza e appagamento avrei fermato l’allenamento e avrei fatto fare corsa a secco, ma non è mai successo. Alleno una squadra di uomini che sanno quello che vogliono“.

SUI DUBBI DI FORMAZIONE E SULLA SQUALIFICA DI MANCONI: “Ci sono, sempre. Qualcuno mi ha messo in difficoltà, ma deciderò domani dopo la rifinitura. Più o meno la squadra è quella, ma mi conservo qualche dubbio perché è giusto farlo. Qualcuno potrebbe giocare come qualcuno potrebbe riposare. In difesa tranne i due terzini ho solo Borghini come sostituto, siamo corti ma non ci interessa. Dobbiamo farlo, la rosa è stata costruita anche per sopperire a queste cose e lo abbiamo visto quando sono mancati Salvemini o altri. Ovviamente Prisco può dare geometrie diverse rispetto a Talia o Kouan, ma lì dove tolgono mettono altro perché Kouan a Monopoli ha fatto una grande partita“.

SUL SUO STATO D’ANIMO: “Non dormo da quando ho preso la squadra, per raggiungere l’obiettivo prefissato dalla società. Ero ironico, a volte mia moglie dice che russo… A volte faccio battute, a dormire devo dormire. Sono sereno, quando sai di avere una squadra di uomini concentrati verso l’obiettivo non ti fa paura niente. Abbiamo grande rispetto per le squadre avversarie, perché sanno fare calcio. Questo ci deve dare forza: se il Cosenza ha il secondo migliore attacco, nelle ultime partite ha fatto 8 risultati utili ma abbiamo creato una mole di gioco impressionante… è stato veramente importante. Anche nel secondo tempo non abbiamo creato tanto ma li abbiamo tenuti in apprensione. Sarebbe bello fare 90′ allo stesso livello, ma non sempre è possibile. Ci deve essere consapevolezza, siamo una squadra che viene temuta ma dobbiamo comunque scendere in campo con rispetto“.

SULLE POSSIBILE CHANCE PER MIGNANI CONTRO LA SALERNITANA: “Mentalmente è sempre lo stesso, sta sempre sul pezzo. Non l’ho mai visto abbattuto o sottotono. Sa che la sua qualità migliore è stare concentrato. Forse contro il Cosenza, per come è lui, poteva darci una mano in più. Mignani è un giocatore straordinario, si allena sempre al massimo e sta crescendo giorno dopo giorno. Idem Salvemini. C’è entusiasmo, rispetto e sana competizione“.

SULLA MINOR IMPREVEDIBILITA’ DI PIEROZZI NELLE ULTIME GARE: “Per me ha fatto una delle migliori partite, con inserimenti da dietro come gli ho chiesto. Parlo spesso con lui, per ora ha vinto due campionati e se sta ancora in Serie C c’è da porsi una domanda. Sto cercando di fargli capire che ha qualità, ma deve imparare ad andare a 100 all’ora non solo in partita ma anche in allenamento perché ha ampi margini di crescita. Questo è il miglioramento che secondo me deve avere, per stare dove merita“.

SU CARFORA: “E’ uno dei dubbi. E’ un giocatore brevilineo, sa fare quello che piace a me e salta l’uomo. Sta crescendo, arriverà il suo momento. Deve fare il salto di qualità nella mentalità. Lui a differenza di Pierozzi non riesce sempre a riportare la domenica quello che fa in settimana. E’ un giovane, lo sono stato anche io. E’ una mentalità che si acquisisce piano piano. La crescita di un giovane è questa, dobbiamo lasciarlo crescere in santa pace e senza pressioni. Va aiutato da me, dalla società e dalla gente perché spesso è stato bersagliato. E’ un ragazzo del vivaio e questo mi è dispiaciuto, cerchiamo di aiutare i giovani“.

SULL’INVERSIONE DEL TREND CON DUE GARE SENZA VITTORIA: “Può succedere, ci può essere anche la terza. Sono in continuo contatto con i ragazzi, dei miei giocatori non mi interessa solo il calcio giocato ma anche la vita privata. Sono uno di loro, spesso entro negli spogliatoi per ridere e scherzare. Poi so di essere un allenatore e di dover avere dei valori diversi. Però spesso rido con loro, tante volte mi ci rivedo e mi piace farlo perché non voglio pesantezza. In questi momenti c’è bisogno di un po’ di spensieratezza. Sono ragazzi che se hanno un problema me lo vengono a dire e allo stesso momento sanno che per loro può essere qualcosa di straordinario come può esserlo per me. Il nostro obiettivo non si è mai spostato“.

SULLA CONSACRAZIONE DI PRISCO: “Può arrivare a livelli mondiali, per me. Ha capacità straordinarie, delle geometrie di calcio e di gioco… Anche lui è giovane, ha fatto la giusta gavetta. Oggi deve mettere un po’ di fisicità a livello di altezza, deve riempirsi un po’, perché più vai su e più il calcio diventa importante. Questo è l’emblema che nel calcio non conta l’altezza ma la qualità. Quando si gioca a calcio c’è bisogno di qualità, non di muratori. Il calcio italiano ha smesso di avere qualità, non si predilige più la qualità. Credo che la qualità in Italia non sia mai mancata, ma vengono esonerati gli allenatori già nelle giovanili. Mio figlio ci ha giocato spesso per strada, ma quando hai qualità e l’allenatore predilige l’altezza il giocatore può fare ben poco… Stiamo andando su questa via e poi ci lamentiamo. Sono dalla parte dei giovani, il talento c’è e qui a Benevento ne ho visto tanto. Mettiamo l’altezza da parte e cerchiamo un po’ di qualità“.

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