CELEBRATA “VIRGO FIDELIS”, PATRONA DELL’ARMA DEI CARABINIERI.

Nella ricorrenza della“Virgo Fidelis”, Celeste Patrona dell’Arma, quest’anno, in considerazione delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Benevento hanno celebrato la ricorrenza della loro patrona, presso la Chiesa Santuario del Sacro Cuore di Gesù, dove è stata celebrata una messa in commemorazione del 79° anniversario della“Battaglia di Culqualber”, glorioso fatto d’armi, da cui trae origine la ricorrenza, in cui durante la seconda guerra mondiale, il 1° Battaglione Carabinieri e Zaptiè mobilitato, il 21 novembre 1941 si sacrificò in una delle più cruente battaglie in terra d’Africa. Per quel fatto d’armi alla Bandiera dell’Arma fu conferita la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Nel rispetto delle prescrizioni emergenziali, la celebrazione è stata officiata dal Cappellano Militare presso la Brigata “Garibaldi” di Caserta, Don Francesco Marotta e da Frate Gianluca Manganelli alla presenza del Comandante Provinciale Col. Germano Passafiume, del Coordinatore Provinciale, Gen. Antonio Perrone, il presidente della locale Sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri in Congedo, Col. Elio Adamo, con un minimo di rappresentanza di militari in servizio dell’Arma e del Gruppo Carabinieri Forestali di Benevento.

 

MOTIVAZIONE MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE

Glorioso veterano di cruenti cimenti bellici, destinato a rinforzare un caposaldo di vitale importanza, vi diventava artefice di epica resistenza. Apprestato saldamente a difesa d’impervio settore affidatogli, per tre mesi affrontava con indomito valore la violenta aggressività di preponderanti agguerrite forze, che conteneva a rintuzzava con audaci atti controffensivi, contribuendo decisamente alla vigorosa resistenza dell’intero caposaldo, ed infine, dopo aspre giornate di alterne vicende, a segnare, per l’ultima volta in terra d’Africa, la vittoria delle nostre armi.

Delineatasi la crisi, deciso al sacrificio supremo, si saldava graniticamente agli spalti difensivi e li contendeva al soverchiante avversario in sanguinosa, impari lotta corpo a corpo, nella quale Comandante e Carabinieri, fusi in un sol eroico blocco, simbolo delle virtù italiche, immolavano la vita perpetuando le gloriose tradizioni dell’Arma. Culqualber – Africa Orientale, agosto – novembre 1941”.

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