Coronavirus: Dpcm day after, in maggioranza tutti contro tutti su chiusure

Roma, 26 ott. (Adnkronos) – Il giorno dopo è un tutti contro tutti. Matteo Renzi che attacca, il Pd che risponde a brutto muso, il M5S alle prese con le tensioni interne e l’ira verso gli alleati di maggioranza. Il Dpcm con la nuova stretta anti-Covid fa tremare il governo Conte, che intanto corre contro il tempo per varare il decreto coi ristori in fretta: la mission è il disco verde non più tardi di domani. Dovrà essere in Gazzetta ufficiale martedì, non un giorno di più, come assicurato ieri in conferenza stampa dal premier Giuseppe Conte nel tentativo, senz’altro complesso, di rassicurare le categorie maggiormente colpite dal provvedimento, quelle che lamentano di aver speso soldi su soldi per mettersi in regola e che ora rischiano di essere falcidiate dalla seconda ondata del Covid-19. Quelle stesse categorie -baristi, ristoratori, proprietari di palestre,artisti – che da un estremo all’altro del Paese scendono in piazza, mentre sale l’allerta del Viminale sul rischio tensioni sociali.

Il premier ci mette la faccia -già giovedì è pronto a riferire alle Camere sulla nuova stretta- e cerca di rassicurare gli animi. Agli studenti delle scuole superiori -costretti a casa per tre quarti del tempo- rivolge l’auspicio che il sacrificio duri per poco, qualche settimana appena. Intanto incontra le categorie più colpite, domani a partire dalle 11, in una giornata che si preannuncia di fuoco e lunghissima. Sullo sfondo gli alleati di governo che se le danno di santa ragione.

Ad alzare l’asticella dello scontro ci pensa Matteo Renzi, che non le manda a dire e chiede di rimettere mano al Dpcm. Parole che rinfocolano la guerra, mai sopita, col Pd, con il segretario dem, Nicola Zingaretti, che rimbrotta l’ex premier: “Non è serio chi siede al tavolo del governo e il giorno dopo fa opposizione. E’ in gioco la vita delle persone”. Ma intanto torna a chiedere un patto di legislatura, “un tavolo che ricostruisca le ragioni di questa alleanza e le rilanci”. Perché la coalizione scricchiola, in evidente difficoltà rischia di essere travolta dalla seconda ondata.

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