CORONAVIRUS: ORDINI MEDICI, ‘ANCORA TROPPI SANITARI NON VACCINATI, INACCETTABILE

Anelli, 'un quarto dosi distribuito senza tener conto di priorità Piano vaccinale, intervenga ministero'

“E’ inaccettabile che, a un mese  dal V-Day, si siano distribuite un quarto delle dosi di vaccino  anti-Covid senza tener conto delle priorità indicate dal piano del
ministero della Salute: operatori sanitari e sociosanitari, residenti
e personale delle Rsa e persone di età avanzata. È incomprensibile
come, in Lombardia, il personale amministrativo che ha ricevuto il
vaccino superi addirittura quello sanitario. Una società che non mette
in sicurezza chi deve curarla e assisterla è una società miope e senza
futuro”. Non nasconde la rabbia il presidente della Fnomceo
(Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e
odontoiatri), Filippo Anelli, commentando i dati del monitoraggio
indipendente condotto dalla Fondazione Gimbe. “Chiediamo una netta
presa di posizione del ministero della Salute, affinché siano
rispettate le indicazioni previste dal Piano strategico”, rimarca
Anelli.

Secondo il report, elaborato a partire dai dati ufficiali del
ministero della Salute, a livello nazionale più del 22% delle dosi
sarebbe andato a personale non sanitario. Grande la disomogeneità tra
le Regioni, con punte del 34% nella Provincia Autonoma di Bolzano, del
39% in Liguria e, appunto, del 51% in Lombardia. Ma chi sono stati i
beneficiari di queste dosi? “Per la gran parte si tratta del personale
amministrativo degli ospedali o delle Asl – spiega Anelli – Persone
che, anche in un’ottica di arrivare a strutture Covid-free, è giusto
vaccinare, ma che sono sicuramente meno esposti di medici e
infermieri”.

“E’ invece dagli operatori sanitari – sottolinea  Anelli – che si sarebbe dovuto partire: anche in un’ottica di gestione del rischio, prima di tutti vanno messi in sicurezza coloro che devono aiutare gli altri. E infatti è proprio loro che il Piano vaccinale del
ministero considera una priorità assoluta, dal punto di vista etico e
da quello strategico”. Inoltre, prosegue, “ci lascia perplessi la
differenza tra i comportamenti delle diverse Regioni, che seguono
logiche tutte loro nell’individuazione del target da vaccinare, dando
origine a un’ennesima disuguaglianza di salute”.

Per quanto riguarda la possibilità che alcuni abbiano ‘saltato la
fila’, ricevendo per primi il vaccino pur senza essere a rischio,
Anelli invita a fare chiarezza: “Laddove ci siano stati degli
illeciti, saranno le autorità competenti ad indagare. I cosiddetti
‘furbetti del vaccino’ sono, ce lo auguriamo, solo una categoria
residuale. E, per non sprecare le dosi già assegnate ma non
somministrate, basterebbero delle ‘liste di riserva’, per
ridistribuire le dosi già preparate per coloro che, all’ultimo
momento, non si presentano”.

“La nostra richiesta è sempre la stessa:  vaccinare tutti i medici e gli odontoiatri, e farlo subito – ribadisce il numero uno della Fnomceo – Sarebbe un grande segno di rispetto e
civiltà per una professione che ha pagato un prezzo altissimo, con la
perdita di oltre 300 vite umane. Sarebbe un segnale di attenzione per
il nostro Ssn, che, quando perde un professionista, perde una parte di
se stesso: una cellula di quel tessuto vitale e connettivo che lo
tiene insieme. Sarebbe, infine ma non ultimo, un impegno per la
sicurezza stessa delle cure, della quale la sicurezza degli operatori
è presupposto essenziale”.

(Com-Mad/Adnkronos Salute)

 

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