Depuratore, De Longis (Pd): “Dal sindaco sempre le solite storielle”

repertorio

 

 

In risposta alla replica del Sindaco Mastella alla nota riguardante la totale inefficienza delle procedure di depurazione delle acque messa in evidenza dai controlli eseguiti dall’ARPAC nel 2021, non possiamo esimerci dal far presente che, se lui si dice esterrefatto per le nostre affermazioni, noi non possiamo che dirci divertiti ed addirittura ammaliati dalla sua dialettica.

Questo il commento di Raffaele De Longis, consigliere comunale e provinciale del Pd, in merito alle dichiarazioni rese alla stampa dal sindaco di Benevento sulla vicenda depuratore e sulle risultanze del report Arpac.

Infatti lo schema narrativo adoperato dal Sindaco quando deve occuparsi di problemi controversi è sempre il medesimo: innanzitutto fa presente che le inadempienze e responsabilità relative al problema su cui si sta dibattendo sono addirittura  “ataviche” (dal dizionario Treccani: che risalgono agli avi, ai progenitori), poi ci informa di aver ottenuto per risolvere il problema, strappandoli ad enti governativi per definizione ostili, fondi copiosissimi (sempre plurimilionari, in questo caso addirittura decine e decine  di milioni, “superiori a 30”).  Infine il Sindaco ci informa che ha già provveduto ad avviare a soluzione la problematica in questione, in questo caso “siamo in fase di progettazione esecutiva”.

Come dicevamo la favola che ci viene ogni volta raccontata ricalca uno schema fisso. Le responsabilità sono di altri, per lo più di chi lo ha preceduto. Dimentica che quella attuale è la sua seconda consiliatura: non sono evidentemente bastati 5 anni per venire a capo di così spinosa questione che, con tutta probabilità, sarà lasciata in eredità ai nostri figli e nipoti. Ha già avviato a soluzione qualunque problema se addirittura non lo ha già in larga parte risolto anche se forze ostili si intestardiscono a non riconoscergli i suoi straordinari meriti.

Evidentemente ritiene che la cittadinanza tutta sia composta di bambini creduloni ed ingenui cui poter propinare sempre la stessa narrazione fiabesca con solo le poche varianti del caso. Ha ragione lui: c’è da rimanere esterrefatti”.

 

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