Disabili: Deandri (Anmil), ‘assurdo stop assegno invalidità per chi lavora, non è da paese civile’

Roma, 23 ott. (Adnkronos) – “E’ ingiusto” il blocco dell’assegno di invalidità che ammonta a circa 287 euro al mese a chi ha un impiego come annunciato dall’Inps alla luce di una sentenza della Cassazione. “Aspettiamo di poter leggere le motivazioni della sentenza e rispettiamo la legge ma è una cosa profondamente ingiusta. Va chiesto al Governo di fare chiarezza. Se l’Inps interromperà velocemente questi assegni tantissime persone saranno in difficoltà perché sono in molti a lavorare e a percepire un piccolo reddito da lavoro da 300-400 euro al mese e senza l’assegno di invalidità non si può vivere solo con quel reddito”. Ad affermarlo all’Adnkronos è Emidio Deandri, vicepresidente nazionale dell’Anmil, l’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro commentando le restrizioni legate alla pensione di invalidità annunciate all’Inps recependo le indicazioni della Cassazione. In base a quest’ultime, l’istituto di previdenza ha fatto sapere che non è più possibile cumulare redditi da lavoro, anche di pochi euro, con l’assegno di invalidità civile erogato mensilmente.

“Il 26 ottobre avevamo un incontro fissato con il ministro per le disabilità Erika Stefani. Coglieremo l’occasione per chiedere delle spiegazioni e chiederemo al ministro di farsi carico di questo grande problema”, sottolinea Deandri. “Una persona disabile che non lavora come fa a vivere con 300 euro ? una persona disabile che lavora e che quindi paga le tasse invece dovrà rinunciare a quell’assegno. Perderà questo beneficio che finora gli era stato riconosciuto e sarà penalizzato. E’ una cosa assurda”.

Inoltre, aggiunge, “c’è il paradosso di chi percepisce il reddito di cittadinanza per restare nel salotto di casa mentre viene tolta una somma importante a una persona con patologie importanti che non gli permettere di svolgere certe mansioni e che quindi è già penalizzato. Non è una cosa da paese civile”.

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