Un confronto franco e diretto quello che si è svolto a Pontelandolfo sul tema della sanità e, in particolare, sulle criticità del Pronto Soccorso dell’A.O. San Pio di Benevento. Al tavolo istituzionale, convocato dal sindaco Valerio Testa, erano presenti numerosi sindaci del territorio, il senatore Matera, l’onorevole Rubano e il neo consigliere regionale Fernando Errico.
A prendere la parola, con un intervento deciso e carico di contenuti, è stata Francesca Olivieri, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Benevento. «Non siamo qui per cavalcare l’onda mediatica né per alimentare polemiche – ha chiarito subito – ma esclusivamente per la tutela della salute dei cittadini».
Un concetto ribadito più volte nel corso dell’intervento: la salute è un diritto fondamentale che non può poggiare solo sulla dedizione dei professionisti. «Ogni cittadino ha il diritto di essere curato da professionisti competenti – ha spiegato Olivieri – ma le strutture sanitarie devono garantire le condizioni organizzative affinché quelle competenze possano essere realmente espresse».
Secondo l’Ordine degli Infermieri, i modelli virtuosi in Italia non mancano. Esistono realtà meglio organizzate che dimostrano come una gestione efficace possa fare la differenza. «È arrivato il momento – ha sottolineato la presidente – di rivedere modelli organizzativi obsoleti e anacronistici, che non rispondono più ai bisogni reali della popolazione e ai carichi dell’emergenza».
Fin dall’inizio dell’attuale consiliatura, l’OPI di Benevento ha lavorato per analizzare le criticità del sistema e proporre soluzioni concrete. In quest’ottica, nel luglio scorso è stata istituita la Commissione Emergenza-Urgenza Intra ed Extraospedaliera, con l’obiettivo di supportare gli infermieri che operano nei contesti più complessi, come il Pronto Soccorso e l’emergenza territoriale.
«Gli infermieri sono pronti ad affrontare la sfida della cura dei cittadini – ha affermato Olivieri – lo dimostrano ogni giorno con professionalità, senso del dovere e spirito di sacrificio. Ma non possono e non devono essere lasciati soli». Un passaggio forte ha riguardato anche la carenza strutturale del sistema: «In Campania abbiamo circa 255 posti letto ogni 100mila abitanti, contro una media europea di 500. Un dato che pesa enormemente sulla tenuta dei Pronto Soccorso».
Non manca l’amarezza per il clima che spesso circonda il lavoro degli operatori sanitari. «Ogni volta che leggiamo certe notizie – ha detto la presidente – come professionisti ci sentiamo sempre più umiliati e mortificati. E tutto questo mentre lavoriamo con gli stipendi più bassi d’Europa, in condizioni spesso estreme».
Olivieri ha poi richiamato l’attenzione sull’esperienza del cittadino: «Arrivare in Pronto Soccorso è già un’esperienza drammatica. È paura, fragilità, sofferenza. A questo non possiamo aggiungere disorganizzazione, attese e tensioni evitabili». Da qui l’appello a rispondere in modo attento e totale ai bisogni primari, soprattutto dei pazienti più fragili, anziani e non autosufficienti: «Bere, mangiare, igiene di base. Sono bisogni essenziali che richiedono una buona organizzazione e un incremento di personale di supporto dedicato».
Tra le azioni concrete già avviate dall’Ordine, attraverso la Commissione Emergenza Intra ed Extraospedaliera, figurano corsi di formazione sulla comunicazione efficace e un progetto di contrasto alla violenza sugli operatori sanitari, che coinvolgerà anche gli studenti delle scuole della provincia. È inoltre in fase di valutazione uno studio sulla complessità assistenziale dei pazienti che accedono al Pronto Soccorso, per basare la programmazione sanitaria su dati oggettivi.
L’OPI ribadisce infine la disponibilità al dialogo: «Abbiamo più volte richiesto un incontro con la Direzione Generale dell’A.O. San Pio e continuiamo a farlo – ha concluso Olivieri – perché il futuro va costruito ora. Nei prossimi dieci anni oltre 800 infermieri andranno in pensione: serve visione, progettualità e trasparenza».
Il messaggio finale è chiaro e potente:
«Gli infermieri ci sono, rappresentano la soluzione nella complessità.
Gli infermieri CI SONO sempre, perchè un INFERMIERE E’: prevenzione, cura, educazione, sostegno, aiuto, umanità!
Non dimenticatelo».







































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